Parma al centro del coprifuoco: il cuore silenzioso della città|FOTO

Sono due le date da cerchiare in rosso nel calendario: 7 e 15 gennaio 2021. Saranno queste, infatti, le giornate in cui cambieranno le norme anti-Covid. Chi sperava che l’anno nuovo potesse finalmente portare un po’ di serenità e di sicurezza si trova ancora a dover fare i conti con la determinazione del Governo nel mantenere il pugno di ferro, quantomeno in questa primissima frazione di 2021. L’indice dei contagi Rt è salito a 0,93 ed il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha chiesto a gran voce al Governo di non abbassare la guardia per evitare di vanificare quanto ottenuto grazie alle restrizioni natalizie. Il 7 gennaio è la prima data importante: scadrà infatti il “Decreto Natale” con cui si sancivano i festivi ed i prefestivi come zone rosse mentre le restanti giornate si contrassegnavano d’arancione. Ma cosa succederà dopo?

Nella notte il Consiglio dei Ministri, retto dal premier Giuseppe Conte, ha firmato un Decreto Legge con cui si stabiliva l’estensione dei provvedimenti del Decreto Natale fino al 15 gennaio, altra data fondamentale in cui terminerà la validità del DPCM con cui abbiamo imparato a convivere fin dagli ultimi mesi del 2020. E’ così che dal 7 gennaio il Paese tornerà ad essere in zona gialla mantenendo però la zona arancione nei giorni festivi e prefestivi. Una traduzione pratica: giovedì 7 e venerdì 8 saremo in zona gialla, sabato 9 e domenica 10 in zona arancione. Durante la settimana potremmo quindi spostarci liberamente anche al di fuori del comune di residenza (rispettando sempre gli orari di coprifuoco dalle ore 22 alle 5) senza il dovere di portarsi appresso l’autocertificazione. Anche nei giorni di zona gialla si ricorda il divieto degli spostamenti tra diverse regioni, anche per quanto riguarda le seconde case. In ogni caso sarà altresì possibile il rientro presso il proprio domicilio o la propria residenza. Nei weekend, invece, il Paese tornerà a subire restrizioni più aspre essendo in zona arancione: sarà vigente il divieto di spostamento tra Comuni, servirà l’autocertificazione per giustificare spostamenti interni al proprio Comune di residenza, bar e ristoranti saranno chiusi al pubblico ma potranno svolgere servizio d’asporto fino alle ore 22.00.

Per quanto riguarda le scuole la situazione è ben definita in quanto il Governo ha deciso il rientro degli studenti di elementari e medie per il 7 gennaio mentre gli studenti delle classi superiori e liceali dovranno attendere l’11 gennaio. Rimangono comunque grandi differenze tra le diverse regioni in quanto ognuna di esse può decidere di posticipare ulteriormente il rientro dei ragazzi nelle classi. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna sembrerebbe essere fissato per l’11 gennaio.

Tra il 7 ed il 15 gennaio il Governo ha annunciato anche ad una riformulazione dei parametri di lettura dell’indice Rt. In sostanza, assisteremo ad una graduale crescita dei livelli di rischio. Ad esempio, se finora per far scattare la zona rossa serviva un indice Rt pari a 1,5 dalle nuove disposizioni governative tale soglia verrà abbassata all’1,25. Lo stesso vale per le zone arancioni che passeranno dal necessitare un Rt di 1,25 ad una soglia più bassa che potrebbe essere 1. La regione Emilia-Romagna è una delle 6 regioni (insieme a Liguria, Friuli, Calabria, Marche e Veneto) ad avere ancora un indice dei contagi Rt alto e questo fa temere un possibile ritorno in zona arancione dopo il 15 gennaio se la situazione non dovesse migliorare.

Il ministro alla Cultura Dario Franceschini ha ipotizzato una nuova fascia di ripartizione ovvero la zona bianca. Questa proposta andrebbe ad aggiungersi alle ormai conosciute zone gialle, arancioni e rosse e sarebbe da attribuire a quelle regioni così virtuose da aver mantenuto un indice di contagio molto al di sotto della soglia d’allerta. Nelle zone bianche, che ricordiamo non esistere ancora, l’idea del Ministro sarebbe quella di aprire bar e ristoranti e luoghi della cultura come musei, cinema e teatri senza imposizioni di orari. Fattore determinante della qualità delle zone bianche sarebbe anche l’annullamento del coprifuoco previsto dalle 22 alle 5.

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