“C’era una volta a Monc’rùggol”: la mostra che racconta Montechiarugolo
“Le cose sono gli oggetti del nostro passato, di ieri e dell’altro ieri, spesso usate quotidianamente…
“Le cose sono gli oggetti del nostro passato, di ieri e dell’altro ieri, spesso usate quotidianamente dai nostri nonni e oggi ormai quasi sconosciute, sostituite da oggetti nuovi e più moderni, quindi dimenticate“. Se siete appassionati di storia, o semplicemente interessati ad approfondire la vostra conoscenza delle usanze e dei costumi del territorio di Montechiarugolo, vi invitiamo a fare un salto sul sito del MUET (Musei Etnografici di Tutti), che da anni, grazie al lavoro di storici e appassionati della zona, raccoglie testimonianze materiali della storia e della società Parmense, collezionando oggetti di uso comune e rari, ormai quasi dimenticati o sconosciuti. Lo scopo del museo è quello di fornire una testimonianza storico-culturale che va dalla preistoria fino ai giorni nostri, con uno sguardo più attento sul periodo ‘Ottocento-Primo Novecento’.

C’era una volta a Monc’rùggol: i dettagli della mostra di Montechiarugolo
La mostra di oggetti, per ora visitabile solamente tramite il sito www.muet.it, aprirà le sue porte sabato 29 aprile alle 16.00 presso il Palazzo Civico di Montechiarugolo, con l’inaugurazione della mostra ‘C’era una volta a Monc’rùggol‘. Al suo interno verranno esposte parte degli oggetti appartenenti alla gente del paese, con un racconto dettagliato inerente al loro utilizzo. Particolarmente ricca sarà la sezione dedicata agli attrezzi di uso agricolo, della vita contadina e documenti provenienti dall’archivio storico comunale.

Il mese scelto per presentare la mostra non è casuale, “abbiamo scelto di farlo a ridosso del primo maggio, perché il materiale esposto, dà ampio spazio ai mestieri antichi e ai primi movimenti e scioperi legati ai diritti dei lavoratori“, come ricorda Laura Scalvenzi, vicesindaco e assessore alla cultura di Montechiarugolo. Tutti quanti possono, nel loro piccolo, contribuire all’arricchimento del museo semplicemente contattandoli, saranno loro a provvedere a fotografare e schedare l’oggetto: “auspichiamo che questa mostra ci permetta di incontrare altri appassionati e collaboratori d’ogni età, perché possano essere d’aiuto nel proporre nuove idee – precisa Giorgio Artusi – aiutare nella catalogazione del materiale e nell’inserimento dei numerosi dati raccolti sul sito del nostro museo virtuale“.

