Montagna, quando una tradizione si rinnova: il Cantamaggio
Continua come ogni anno una tradizione secolare tipica delle nostre montagne @LucaConti Il Cantamaggio è…
Continua come ogni anno una tradizione secolare tipica delle nostre montagne
@LucaConti
Il Cantamaggio è un’antica usanza che possiamo trovare in Emilia, Liguria, alta Toscana e Piemonte, soprattutto in ambito montano. Questa tradizione vede solitamente protagonista un gruppo, anche parecchio numeroso di cantori, che si muove tra le vie e le frazioni, “offrendo” ai compaesani canti e stornelli in cambio di uova, salumi e altre cibarie, accompagnate ovviamente da qualche bicchiere di buon vino.
I canti sono solitamente allegri e gioiosi, volti a richiamare il risveglio della natura e l’arrivo della bella stagione, simbolo della vita che riprende vigore dopo l’inverno. Quest’ antica usanza è arrivata a noi grazie alle credenze dei popoli di origine etrusca e si è mantenuta nel tempo grazie alla giovialità dell’evento, ma principalmente dava ai giovani cantori la possibilità di dimostrare alle fanciulle il proprio interesse.
Oggi il Cantamaggio è una delle poche tradizioni che si mantiene viva, rappresentando a pieno titolo una montagna fiera delle sue usanze, ma soprattutto, una montagna viva che possiede ancora uno spiccato senso di appartenenza. Nella nostra provincia i gruppi principali di maggierini sono in val Taro, in particolare vi sono gruppi molto attivi nel bedoniese, nei Comuni di Borgotaro, Albareto, Tornolo e Compiano. Vanno ricordati anche i cantori accompagnati da fisarmoniche come a Varsi, Bardi e Valmozzola.
Questo feste ormai sono sempre più rare, ma sono fondamentali per un Appennino che cerca di ripartire unendo tradizione e innovazione. I più giovani, attraverso queste esperienze hanno la possibilità di entrare in contatto con generazioni diverse, in un ambiente molto distante da quello frenetico e caotico che caratterizza la società odierna e così hanno la possibilità di apprendere appieno quelli che sono i valori più importanti: solidarietà, amicizia, sincerità. E poi sarebbe una vera tristezza pensare che gli antichi muri di sasso che sostengono la nostra cultura smettano di sentire le fisarmoniche.
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