Montagna, ecco come rilanciarla; arriva “Smart mountains 2.0”
Forma Futuro organizza un seminario per il rilancio della montagna; in primo piano i progetti di investimento…
Forma Futuro organizza un seminario per il rilancio della montagna; in primo piano i progetti di investimento della Regione e i piani d’intervento territoriale
Rilanciare la montagna. Si sono sentiti tanti appelli che andavano in questa direzione, provenienti da diversi settori della società civile e politica, affinché s’invertisse la tendenza, consolidata da molto tempo, allo spopolamento che investe le aree rurali. Il rimprovero più grande – probabilmente – è sempre stato quello di non voler investire in una realtà che tanto offre dal punto di vista naturalistico e che tanto potrebbe offrire da quello produttivo, contrariamente a quello che si crede. Questo tipo di visione – poco lungimirante – ha fatto si che la popolazione migrasse sempre di più dai territori montani verso il centro, o comunque verso aree dalle prospettive lavorative migliori, in pratica verso quelle realtà che hanno saputo sfruttare meglio i cambiamenti economici e sociali in atto. Negli anni la montagna ha dovuto quindi abituarsi alla mancanza di forza lavoro, di un ricambio generazionale e di una prospettiva per il futuro, per non parlare dell’aumento esponenziale del degrado e la scarsa capacità d’attrazione suscitata nei turisti.
Il rilancio non ha mai visto opportunità concrete di realizzazione se non attraverso pochi casi virtuosi. Ma la montagna ha tutte le potenzialità per emergere e mostrare di essere in grado di tenere il passo del cambiamento, senza snaturarsi e con un occhio di riguardo verso le tradizioni. In questo senso è stato organizzato un seminario specialistico, dal titolo “Smart mountains 2.0″, organizzato da Forma Futuro a Borgo Val di Taro, che “si pone la finalità di illustrare le opportunità e le strategie di integrazione delle linee di finanziamento della Regione Emilia Romagna, dedicate alle aree appenniniche e offrire proposte di percorsi concreti per il rilancio della nostra montagna”.
Al centro del convegno, che si terrà venerdì 29 aprile dalle 9 alle 13:30 a Borgotaro presso la Sala Riunioni Unioni Comuni Valli del Taro e del Ceno, ci saranno alcune prospettive concrete di rinnovamento che il nostro territorio appenninico può percorrere. Ad esempio quella “crescita intelligente, inclusiva e sostenibile” che la Regione Emilia Romagna auspica di raggiungere entro il 2020, attraverso una serie di investimenti dedicati proprio all’Appennino e al rilancio della montagna stessa.
Il nodo cruciale sarà quello di mantenere in equilibrio un ecosistema molto fragile, più volte messo in difficoltà da una società antropocentrica e l’esigenza di capitalizzazione degli investimenti stessi. L’auspicio è che si tenga in considerazione le difficoltà oggettive che investono la montagna, ma anche il suo patrimonio, fatto di diversità biologica, sociale ed economica, valorizzando tutte le risorse che questo territorio può mettere in campo, superando definitivamente “lo schema che ha visto le aree interne da sempre subordinate alle aree centrali e vicine ai grandi centri urbani”.
La percezione è quella di trovarsi di fronte ad un ultima chiamata. Una nuova versione della montagna, un upgrade verso il 2.0, è possibile e questo seminario rappresenta l’occasione giusta per riflettere sul tema, senza trascurare però – come già accaduto in passato – il risvolto pratico che deve seguire la fase progettuale. Le relazioni tecniche verranno illustrate da relatori competenti in materia: Simona Caselli assessore regionale all’agricoltura, Roberto Righetti direttore di Ervet Emilia Romagna per la Valorizzazione Economica Territorio, Alessandro Triantafyllidis Referente dei biodistretti AIAB, Luca Marcheselli agronomo, Andrea Rossi tecnico certificato dal Vetiver Network International sul dissesto idrogeologico ed infine Giovanni Leoni illustrerà le Isole agricole polifunzionali.
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