Monticelli, il respiro caldo della terra | FUORI PARMA

Storie di luoghi, persone e paesaggi della provincia

Inchieste (2)

Ci sono luoghi che non fanno rumore, ma raccontano tutto. Fuori Parma nasce da questa idea: rallentare, uscire dal centro, e guardare verso la provincia, quella dei paesi che si svegliano con il profumo del pane, dei bar dove il tempo scorre piano, dei sentieri che portano memoria. Ogni settimana racconteremo un luogo diverso, per scoprire che cosa resta e che cosa cambia nella vita oltre la città. Un viaggio lento tra persone, paesaggi e storie che resistono.

L’acqua che guarisce e racconta

A dieci chilometri da Parma, immerso tra la pianura e le prime colline, Monticelli Terme è un paese che deve la sua esistenza a un colpo di zappa e a un’intuizione. La storia delle sue acque termali comincia nel 1924, quando Italo Borrini, agricoltore e imprenditore della zona, perforando un pozzo per irrigare i campi, si imbatté in una falde salsobromoiodica che sgorgava da oltre 60 metri di profondità. L’acqua, ricca di sali e minerali, non serviva ai raccolti, ma catturò la curiosità di Borrini, uomo pratico e visionario. Dopo analisi e studi, ne intuì le potenzialità terapeutiche e ottenne la concessione per utilizzarla.


Nel 1927, meno di tre anni dopo la scoperta, inaugurò il primo stabilimento termale — un piccolo gioiello in stile liberty immerso in un parco secolare, con padiglioni in legno, vasche di pietra e giardini curati. Il successo fu immediato: dai quartieri borghesi di Parma arrivavano carrozze e biciclette per i “bagni curativi” e le prime inalazioni. Negli anni successivi Borrini ampliò il complesso, scoprendo una seconda sorgente, sulfurea, che arricchì l’offerta terapeutica e consolidò la reputazione del luogo.

La crescita continuò con le generazioni:

  • 1948, apertura dell’Hotel delle Rose con reparto termale interno;
  • 1960, costruzione del nuovo Hotel delle Terme;
  • 1980, nascita della prima piscina termale coperta e del centro riabilitativo;
  • 1987, scoperta del giacimento di acqua sulfurea;
  • 1999, ampliamento con il nuovo complesso di piscine termali;
  • 2015, creazione dell’Area Matisse dedicata al benessere;
  • 2021–2023, due nuovi solarium panoramici e la direzione affidata a Benedetta Borrini, quarta generazione della famiglia.

Oggi, dopo cento anni, le Terme di Monticelli restano uno dei poli termali più importanti d’Italia, con 24 ettari di parco e un’offerta che unisce medicina, prevenzione e relax. La filosofia è rimasta immutata: curare, accogliere e ascoltare. Come amava ripetere Italo Borrini, “La salute nasce da chi la sa coltivare con pazienza, proprio come la terra”.

Camminare nel parco termale è come entrare in un tempo sospeso: il profumo dei tigli, il gorgoglio dell’acqua sulfurea nelle fontanelle, le panchine di ferro dove gli ospiti leggono in silenzio. C’è chi viene per curarsi, chi per ritrovarsi, ma tutti, prima di andarsene, si fermano un momento davanti alla statua di Italo Borrini, il fondatore.
Un uomo che scavando per sete trovò una sorgente di salute.

“Le terme sono come un respiro che sale dalla terra. Non curano solo il corpo, ma anche il modo in cui guardi le cose.”

Il Castello di Montechiarugolo: la fortezza che sogna

Poco più in là dove la natura incontra l’uomo, sorge il Castello di Montechiarugolo, elegante roccaforte quattrocentesca che domina la riva sinistra del torrente Enza, in posizione strategica fra Parma e Reggio Emilia. ◆ costretto sui resti di un insediamento duecentesco distrutto nel 1313, fu ricostruito da Guido Torelli nel XV secolo, rimanendo così un perfetto equilibrio fra funzione difensiva e dimora signorile.

Con il passare dei decenni il Castello divenne sede di un raffinato centro culturale: con Pomponio Torelli (1539-1608), umanista e letterato, il castello si impreziosì di affreschi, sale decorate, ospiti illustri (fra i quali si dice papa Paolo III e il re di Francia Francesco I) e di un gusto artistico che unite architettura, pittura e letteratura. Le decorazioni interne sono molteplici e di pregio: spicca la Camera di Mezzo, con un bell’affresco dell’Annunciazione attribuito a un seguace di Michelino da Besozzo, nelle strombature della finestra che si affaccia sul loggiato; poi la Sala delle Sirene, la Camera dei Gatti (ricca di stemmi Torelli tra i decori a losanghe), il camminamento di ronda con le fortificazioni medievali, ponti levatoi, beccatelli, feritoie.

Una parte della storia del castello è anche legata a eventi tragici: Pio Torelli, figlio di Pomponio, fu implicato nella presunta congiura contro il Duca Ranuccio I Farnese ed esecutato il 19 maggio 1612, insieme ad altri nobili. Questo evento ha alimentato la leggenda della Fata Bema, figura centrale nella memoria popolare.

Secondo la leggenda, la Fata Bema arrivò a Montechiarugolo nel maggio del 1593 per praticare la divinazione, suscitando inizialmente l’ammirazione e poi il timore del Duca. S’aggiunge che il suo spirito si manifesti ogni 19 maggio, alla vigilia dell’esecuzione, sulle mura del castello, come presenza benevola per le giovani donne in procinto di sposarsi. Oggi il castello è visitabile: si può attraversare il ponte levatoio, attraversare le mura merlate, visitare gli appartamenti di rappresentanza (tra le sale interne il Salone delle feste, la Camera di Mezzo, la Sala delle Sirene, la Camera dei Gatti), il loggiato affrescato che si protende verso l’Enza, e godere della vista sul fiume e sul paesaggio circostante.

Il ritmo lento del paese

Oggi Monticelli Terme vive di una doppia anima: quella turistica e curativa, legata alle terme, e quella residenziale e quotidiana, di chi lavora in città ma sceglie di abitare qui per la quiete. La piazza centrale, con la chiesa moderna e il mercato del sabato, resta il cuore del paese: punto d’incontro, scambio di saluti e racconti.
D’estate il Viale delle Terme si anima di concerti, mercatini e bancarelle; d’inverno, la nebbia trasforma il parco in un paesaggio sospeso, e dal centro termale si alza un filo di vapore che sembra fumo di memoria.

Monticelli Terme è un luogo che respira calma e memoria: un punto d’incontro tra l’acqua e la terra, tra Parma e la sua provincia, tra chi arriva per un giorno e chi resta una vita. Qui il benessere non è solo nelle cure, ma nel ritmo stesso del luogo: nel passo lento di chi cammina nel parco, nel suono dell’acqua, nel profumo dell’erba bagnata al mattino. È il primo passo del nostro viaggio Fuori Parma, alla scoperta di quella bellezza silenziosa che vive nei paesi appena oltre il confine urbano, dove il tempo non si ferma, ma rallenta.