Morris in liquidazione: oltre 100 posti di lavoro a rischio

Lunedì e martedì le prime due giornate di sciopero; l’azienda in difficoltà economica dopo la perdita del marchio “Ferrari”

Accolta con sorpresa dai sindacati di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil la decisione della Morris Spa di cessare l’attività produttiva per mezzo della liquidazione volontaria entro i primi mesi del 2020. “Un durissimo colpo allo stomaco“, ha dichiarato i delegati Davide Doninotti, Germano Giraud e Sarah Leonelli. “Nonostante la situazione drammatica la dichiarazione della volontà di chiudere ci è giunta inaspettata. Parliamo di una azienda che era simbolo della profumeria di Parma, che contiene esperienza e professionalità e che oggi decide di chiudere le attività e mette a rischio più di 100 posti di lavoro, di cui il 95% di occupazione femminile“.

L’azienda – spiegano i sindacati – da tempo verteva in una situazione di difficoltà economica legata in in gran parte alla perdita di un marchio importante, Ferrari, che rappresentava circa 80% del fabbisogno economico di Morris Spa ed oltre a questo la società non è stata in grado di acquisire altri prodotti necessari per riequilibrare le sorti economiche necessarie per garantire la continuità delle attività produttive. “Questi sono lavoratori che sono sempre statati presenti alle chiamate della azienda, con un forte spirito di appartenenza, una famiglia di persone che oggi vengono allontanate da quella che per più di 30 per alcuni era stata la loro casa del lavoro“.

Dopo una cassa integrazione ordinaria della durata di sei mesi nel corso del 2019, dove a più riprese la proprietà ha espresso la volontà di ricercare sul mercato soluzione alternative alla perdita di un marchio storico, oggi la volontà di chiudere. “Non lasceremo intentata nessuna strada – proseguono i sindacalisti – dal primo giorno delle trattative il nostro obiettivo sarà volto a trovare soluzioni a sostegno di questi lavoratori, che nessuna colpa hanno di questo tracollo finanziario. E tenteremo di coinvolgere tutti i soggetti che possano aiutare a risolvere questa situazione, istituzioni comprese“.

Un primo forte segnale sarà quello di lunedì 10 e martedi 11 febbraio, con le prime due giornate di sciopero. Lo stesso giorno alle 9.00 è anche previsto un presidio con assemblea davanti ai cancelli della azienda in Str. Maretto, 13 a Roncopascolo, Parma.

© riproduzione riservata