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Che il Natale 2020 fosse diverso dagli altri, era ormai una certezza da molto tempo. Le ultime misure introdotte dal Governo nell’ultimo Decreto tuttavia, hanno maggiormente ridotto gli spostamenti e l’opportunità di condividere le feste con parenti e amici come al solito. La diffusione del Coronavirus ha quindi profondamente cambiato le abitudini degli italiani e in questi giorni di festa dobbiamo rispettare le norme affinché non divaghi una temuta terza ondata di contagi. Andando all’origine del significato del Natale, quello spirituale e religioso, abbiamo fatto quindi qualche domanda a Monsignor Enrico Solmi, Vescovo della Diocesi di Parma, che ha usato le sue parole per augurare un sereno Natale a tutti i parmigiani.

Il Vescovo ha sottolineato come il 25 dicembre e i precedenti e successivi giorni di festa siano stati utilizzati dal consumismo come momenti di compere e shopping sfrenato. Tuttavia, Natale significa “generosità e condivisione per i più bisognosi, e in quest’anno anomalo potremmo usare questi giorni proprio per compiere buone azioni e riflettere sui valori più puri della festa religiosa. “Riscopriamo l’essenziale e guardiamoci dentro” è l’invito più profondo che il Vescovo di Parma ha offerto a tutti i cittadini.

Le parole del Vescovo di Parma

Il Vescovo di Parma, Monsignor Enrico Solmi

Mancano pochi giorni al Natale e come sempre iniziano i preparativi per trascorrere le feste con la propria famiglia. Quest’anno però l’invito è quello di festeggiare il 25 dicembre e i giorni seguenti soltanto con i conviventi. Dal suo punto di vista si perderà lo spirito di condivisione e unione che solitamente contraddistingue questa festività religiosa?

Il Natale è famiglia. Perché nasce un Bambino e questo clima di attesa di un evento lieto pervade le nostre famiglie, come è giusto. È chiaro che il consumismo ha fatto leva su questo e rischia di portare il Natale lontano da questa sua intrinseca dimensione familiare. Parlare di famiglia, di amici è anche avere davanti la loro tutela, la loro vita, evitare rischi. Credo che la prudenza in questo Natale significhi essere vicini, volere bene specialmente alle persone più fragili. Credo che si possa ingenerare un’attesa per un incontro più libero e pieno. Dico nell’Editoriale su Vita Nuova: facciamo Natale con giudizio, per vivere sereni la Pasqua.

Ci sono state molte discussioni sulla Santa Messa di Natale, che in molti luoghi è stata anticipata a causa del coprifuoco che vigerà dalle ore 22. A Parma cosa succederà? Come si sta organizzando la Diocesi di Parma per la messa di Natale?

Una delle Sante Messe di Natale è detta della notte, non si dice di mezzanotte. Pertanto c’è grande attenzione oltre che ad ottemperare, come si fa in modo scrupoloso, alle regole per le normali celebrazioni, anche alla celebrazione che consenta il ritorno in casa in tempo per il “coprifuoco”. A Parma le parrocchie si sono organizzate seguendo il criterio che ho detto. C’è l’elenco delle celebrazioni sul sito diocesano, perché le persone possano orientarsi. Io celebrerò in Cattedrale alle 20.30.

Molte critiche nei confronti delle restrizioni natalizie lamentano l’impossibilità di stare vicino ai propri cari e condividere le festività con i parenti. Si potrebbe invece cogliere questo Natale come occasione per un raccoglimento individuale e spirituale?

Il Natale è Natale se cerchiamo di raccoglierci maggiormente in noi stessi e accogliere la venuta del Signore. Per il credente questo è chiaro, ma è un atteggiamento importante per tutti, specialmente in questo anno così confuso e difficile. Non dimentichiamo che proprio da questo atteggiamento possono, anzi debbono, nascere scelte di condivisione e di generosità, perché c’è gente che a Natale continua a patire, a non avere sicurezze alimentari e abitative. Questo è un invito a scelte meno consumistiche e di maggiore condivisione, quest’anno oltremodo importanti. In piazza Garibaldi c’è il presepe dentro ad una casetta. È discreto, occorre affacciarsi per vederlo. Questo gesto è significativo per vivere un Natale che si affacci sul Mistero che ci visita e affacciarsi con discrezione e generosità su chi è nel bisogno.

Molte persone si troveranno nel giorno di Natale isolate o in quarantena, oppure direttamente negli ospedali e quindi lontano da casa. Quale pensiero si sente di rivolgere a queste persone?

Una preghiera per loro, un pensiero di grande vicinanza e nel limite del possibile una vicinanza prossima, anche fisica nella misura in cui è concesso. Sono al centro della mia preghiera e al cuore della Chiesa. Ho ripreso a celebrare in diretta per entrare nelle case di chi non può uscire, accanto ai letti degli ammalati ed anche nelle celle dei reclusi. Vorrei dire a tutti loro la mia, la nostra prossimità che lievita nella comunione che il Signore che viene può darci.

Qual è il suo augurio di Natale per i parmigiani? Quale messaggio si sente di mandare ai cittadini di Parma?

Carissimi guardiamo avanti, certi che il Signore ci viene incontro in questo Natale. Entriamo in noi stessi, riscopriamo l’essenziale: questo Natale non sia di rabbia, ma ci aiuti a leggere quanto ci sta succedendo, ad avere un pensiero autonomo e bello su di noi e sulla città. Diamoci l’obbiettivo di farci prossimi con un gesto concreto. Buon Natale!

Foto Credits: Diocesi di Parma

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