“Nato a Borgotaro”: tutti contro la chiusura del Punto Nascite; Rossi: “Rimaniamo uniti”

L’alta valle non ci sta. Si parte dai social, ma la protesta prenderà ben presto una forma diversa e la mobilitazione potrebbe diventare di piazza

Il popolo di Facebook si mobilita contro la decisione del Ministero per la chiusura del punto nascite di Borgotaro; Rossi: “Martedì un incontro con i cittadini

BORGOTARO | L’alta valle non ci sta. Si parte dai social, ma la protesta prenderà ben presto una forma diversa e la mobilitazione potrebbe diventare di piazza. Lo avevano annunciato i membri del Comitato Pro Ospedale e lo conferma anche il sindaco di Borgotaro Diego Rossi, annunciando un incontro con i cittadini fissato per martedì 10 ottobre, alle 21.00, in Sala Imbriani. “Dobbiamo e vogliamo percorrere ancora tutte le possibilità di far rivedere questa scelta al Ministro; perché le logiche della sanità pubblica devono partire dai cittadini e non dai numeri. Per farlo abbiamo bisogno di tutto il supporto possibile, di tutti“, ha affermato Rossi.

La sanità pubblica, come si è più volte ribadito in questi giorni, deve ascoltare i cittadini e non basarsi sui numeri. Sopratutto deve tenere conto del contesto territoriale, che nel caso di Borgotaro, comporta difficoltà logistiche, economiche e sociali. “Inutile – prosegue Rossiche si approvi in Parlamento una legge per “tutelare i piccoli borghi”, se poi agli stessi vengono tolti dei servizi essenziali. In questi mesi i Sindaci del Distretto avevano lavorato insieme alle associazioni di volontariato e ai cittadini: da qui era nata la proposta di riqualificazione del Punto Nascita. “Il Ministero – continua il Sindaco – si è solo limitato a fotografare: meno della metà delle mamme di questo territorio vengono a partorire a Borgotaro, troppi parti cesarei, mancanza di un numero adeguato di professionisti neonatologi“.

Una proposta seria per migliorare il Reparto

Ciò che era emerso dalla proposta del Distretto era la necessità di portare medici da ParmaFidenza, invece che far spostare, con disagi più grandi, le mamme. “Si trattava – aggiunge Rossi – di una proposta seria, mirata a garantire la possibilità di continuare a nascere a Borgotaro ed a migliorare anche l’attività del reparto di Ginecologia“. Non verranno cessate, però, le attività delle fasi pre e post parto e verranno attuati gli investimenti programmati dalla Regione. “Su tutto questo – conclude Rossi, invitando cittadini ed associazioni a partecipare all’incontro di martedì – spingeremo e verificheremo che vengano velocemente realizzati. Ma anche questo non basta. Vogliamo far valere il nostro diritto, da montanari, di essere cittadini a pieni diritti e non a diritti limitati”.


La mobilitazione di Facebook

Intanto anche Diego Rossi aderisce alla mobilitazione spontanea che, nelle ultime ore, ha preso piede su Facebook. A lanciare l’idea è stato il sindaco di Berceto Luigi Lucchi che, per primo, ha scritto sul suo profilo Facebook: “Sono nato a Borgotaro“. Da lì cittadini e residenti della Val Taro, ma in generale di tutta l’alta valle, hanno deciso di cambiare la propria immagine del profilo aggiungendo alla propria foto la scritta “Nato a Borgotaro“. La solidarietà non arriva, però, solo dalla montagna: sono in molti, anche tra i parmigiani, a postare un’immagine dell’ospedale di Borgotaro. “Sono nato a Parma, ma oggi sono nato a Borgotaro” è la frase che accompagna il post: il popolo dei social, non ci sta, e a suo modo combatte contro la chiusura del Punto Nascite e dimostra solidarietà alla montagna.

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