“No alla pista ciclopedonale nella Parma”: scatta anche la petizione online

La petizione online è stata lanciata su Change.org: “Si tratta di un intervento non necessario e distruttivo per l’ambiente”

Con rispetto per il lavoro dell’Assessore alle Politiche di panificazione, con questa petizione chiediamo al Comune di Parma e al Sindaco Federico Pizzarotti di intervenire affinché la pista ciclopedonale nel greto della Parma non venga realizzata, così da tutelare un patrimonio storico cittadino“. In sintesi, è ciò che la petizione online lanciata sulla piattaforma Change.org si propone di ottenere raccogliendo un consistente numero di adesioni da consegnare alla Giunta comunale.

A lanciare l’esposto sono i “monnezzari di Parma“, giovani studenti che da qualche mese stanno ripulendo gli spazi cittadini dai rifiuti abbandonati in diverse aree della città. Le motivazioni alla base del diniego nella realizzazione di una pista ciclopedonale di 2 km all’interno dell’alveo del torrente Parma, non sono solo ambientali. Coinvolgono infatti sia ragioni economiche sia riflessioni legate alla sicurezza dei possibili frequentatori della pista.


L’opposizione all’opera urbanistica annunciata dal Comune in data 22 gennaio 2019, si regge sulle motivazioni esposte dal comitato “Per la tutela del torrente Parma“, sostenuta anche da una quindicina di associazioni della città: ADA, Amici del Casino dei Boschi di Carrega, Club Amici Miei, ENPA, FIAB, Fruttorti, Italia Nostra, Legambiente, Manifattura Urbana, Parma Etica, Parma Nostra, Reteambiente Parma, Slow Food, Sodales e WWF.

Le ragioni del “No”: “Impatto ambientale, spreco di denaro e sicurezza”

Un’area naturalistica urbana come quella del torrente Parma dovrebbe essere difesa e preservata in quanto patrimonio comunitario ambientale“. Il timore, secondo il comitato e i promotori della petizione, è proprio che un’opera urbanistica di tale portata possa compromettere in modo permanente la complessa rete naturalistica che si è venuta a creare all’interno dell’alveo della Parma.

Oltre a caprioli e lepri, il greto del torrente Parma ospita oltre 100 specie di uccelli che in questo luogo vivono o nidificano. Aprire cantieri lungo l’argine del torrente provocherebbe un danno irrimediabile all’equilibrio dinamico dell’alveo“, si legge nel testo della petizione. Non solo, l’opera è considerata non necessaria dal momento in cui un’altra pista ciclabile è presente a pochi passi di distanza sul Lungoparma.

Dal punto di vista economico, poi, il comitato avverte che la somma necessaria alla realizzazione del tratto ciclopedonale rappresenterebbe uno spreco di denaro. “Si stima che l’opera costi inizialmente 700.000 euro, che diventeranno inevitabilmente più alti, considerando le spese di manutenzione e gestione dell’area. Il torrente storicamente è soggetto ad inondazioni e piene stagionali, il che potrebbe costare al Comune altri 60.000 euro annui per la manutenzione“.

Anche la sicurezza degli eventuali frequentatori preoccupa i “monnezzari”. Che nel citare il comitato di tutela, vedono nella lunghezza della pista un possibile pericolo in luogo di difficili controlli periodici da parte delle forze dell’ordine. Inoltre, “alla Soprintendenza e all’AIPO non potrà sfuggire anche il problema idrogeologico che comporterà l’aumento degli accessi all’argine con rampe, le cui dimensioni necessariamente creerebbero ulteriori pericoli per la città e per la stabilità dei ponti in caso di esondazione“.

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