Manifesti “No-vax” negli spazi comunali: bufera sull’Amministrazione parmigiana

Almeno due i cartelloni comparsi in città con messaggi contrari alla legge sui vaccini promossa…

Almeno due i cartelloni comparsi in città con messaggi contrari alla legge sui vaccini promossa dalla Lorenzin; Nicolas Brigati e Jacopo Rosa (FI): “Sulla salute non si può scherzare”

PARMA |I manifesti No-vax apparsi nei giorni scorsi in giro per Parma rappresentano una dilagante epidemia di ignoranza che può influenzare l’intera collettività”. Lo affermano in un comunicato Nicolas Brigati Jacopo Rosa di Forza Italia Giovani. Almeno due i cartelloni comparsi in città nei giorni scorsi: uno, in via Pertini, raffigura un neonato accompagnato dalla didascalia “Io sono danneggiato grave da vaccino lasciato solo e abbandonato dalle istituzioni”, un secondo è in via Sidoli e ritrae il volto sgranato di un adulto con sotto la scritta “Io sono morto per un vaccino 21 anni fa e nessuno conosce la mia storia”. Si tratta delle stesse immagini utilizzate in Veneto in una campagna lanciata dall’associazione No-vax Corvelva

Dal momento che i manifesti sono stati affissi sulle plance comunali, sull’Amministrazione è subito scoppiata la bufera. All’indomani della scoperta, Fabrizio Pezzuto, consigliere comunale di Parma Unita, ha immediatamente rivolto un’interrogazione a Pizzarotti: “Il Comune di Parma non ritiene sbagliato concedere spazi comunali (anche a pagamento) per la diffusione di messaggi contrari alla legge che invitano a pratiche riconosciute unanimemente pericolose per la salute dei cittadini? Non ritiene di dover far rimuovere tali cartelloni dalle plance o di vietarne in futuro l’esposizione?” Sulla stessa lunghezza d’onda anche il comunicato diramato nelle scorse ore da Nicolas Brigati:Sulla salute non si può certo scherzare e un Comune come Parma non può permettersi di lasciare spazio a voci così incoscienti e spregiudicate solo per una manciata di soldi, derivante dal costo delle affissioni, in più”.


La Corte Costituzionale: la legge sull’obbligo vaccini non è irragionevole

Le campagne dei No-vax si sono moltiplicate dopo che la scorsa estate il decreto Lorenzin ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni per bambini e ragazzi fino ai sedici anni, pena l’esclusione dalle attività scolastiche. Proprio in queste ore sono state pubblicate le motivazioni con cui la Corte costituzionale ha respinto i ricorsi della Regione Veneto contro la normativa sull’obbligatorietà vaccinale per l’ammissione scolastica; per la Consulta la scelta del legislatore non è stata irragionevole data l’inefficacia delle persuasioni e il preoccupante calo delle vaccinazioni degli ultimi anni.

Intanto la questione è finita anche al centro della campagna elettorale: sia la Lega sia i Cinque stelle vorrebbero abolire la Legge in caso di vittoria, preferendo sostenere la raccomandazione piuttosto che l’obbligo. Sfavorevole all’abolizione la comunità scientifica, alle cui indicazioni preferisce attenersi anche Brigati: “Pur totalmente a favore della libertà di espressione, come ripetuto più volte da diversi luminari e soprattutto dall’intera comunità scientifica bisogna però ricordarsi che la scienza non è democratica”.

Brigati: “a rischio la salute della collettività”

Queste correnti che si stanno diffondendo ‒ hanno proseguito Rosa e Brigati ‒ possono solo che nuocere, in particolare per quanto riguarda la salute della collettività: non vaccinarsi, quand’anche obbligatorio, non è solo infrangere la legge, fatto già grave di suo, ma è soprattutto compiere una scelta che può infliggere seri danni a molte delle persone con cui entriamo solitamente o saltuariamente in contatto: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti sottolineato più volte la propria ‘preoccupazione per la corrente situazione e l’espansione dei casi di morbillo e di altre malattie prevenibili sul territorio italiano’, soprattutto in considerazione del fatto che l’Italia rappresenta il 42% dei casi europei“.

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