November Porc annullato causa Covid:

Quella che doveva essere svolta quest’anno, se non ci fosse stata di mezzo la pandemia di Covid-19, era la 19esima edizione del November Porc. In questo triste 2020 sono tante le manifestazioni che purtoppo organizzatori ed amministratori hanno dovuto annullare per rispettare le misure di sicurezza sanitaria introdotte dal Governo nel corso dell’emergenza; purtroppo anche a manifestazione che sublima il maiale in tutte le sue sfumature culinarie ha ricevuto lo stop. La rassegna che da quasi due decenni anima il novembre della Bassa parmense, negli utlimi anni portava circa 200mila persone sul territorio e assicurava uno spazio di un centinaio di espositori di media a mercato, per un indotto complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

Nonostante il grande sforzo profuso per organizzare un evento che potesse rispettare tutte le normative in materia di contenimento del contagio relativamente al virus Covid-19, stante l’uscita del nuovo dpcm e il continuo aumento dei contagi, a tutela della salute dei nostri graditi ospiti, dei nostri espositori e tutti i cittadini delle località interessate dal November Porc, comunichiamo con grande tristezza l’annullamento delle tappe di Sissa (7-8 novembre), Polesine (14-15 novembre), Zibello (21-22 novembre ) e Roccabianca (28-29 novembre)“, questo l’annuncio rivolto al pubblico che si legge sul sito internet dedicato all’evento.

Abbiamo quindi cercato di capire insieme a Davide Cappa, dell’associazione organizzatrice “Strada del Culatello“, quali prospettive ci possano essere per il prossimo futuro e quale sia il danno economico che subisce il territorio a causa dell’annullamento di questa importante manifestazione.

Davide Cappa, cosa comporta per voi l’annullamento di questo November Porc 2020?

Per la “Strada del Culatello” l’annullamento di una manifestazione classica che si ripeteva ormai da anni significa non far fruire il territorio a migliaia di persone. I numeri sono sempre andati in crescendo, perché si parla di un pubblico di 50.000 persone durante i primi anni fino alle circa 200mila degli ultimi. Avevamo pensato ad uno scenario che potesse far fronte a quelle che erano le misure di prevenzione del contagio, ma che facesse vivere la manifestazione in linea con quello che è sempre stato il November Porc. Purtroppo abbiamo dovuto annullare tutto.

C’erano anche iniziative legate a Parma Capitale italiana della Cultura…

Sì, esatto. Era previsto un itinerario di visita – A spasso con Pigly – per far scoprire ai visitatori le realtà dei nostri associati: produttori di culatello, caseifici ed aziende vitivinicole. Oltre a questo era in programma un itinerario di visita ai gioielli del Mondo Piccolo, che a questo punto riproporremo l’anno prossimo.

Quindi è tutto rimandato al 2021 o è ragionevole pensare che a Natale si possa recuperare qualcosa?

Si può ipotizzare che questo avvenga, perché la Strada del Culatello è sempre al lavoro per i turisti e per le aziende che ci hanno sempre dato fiducia nel mercato del November Porc. Tuttavia non si possono fare previsioni certe, bisognerà vedere quello che sarà lo scenario da qui alla fine dell’anno, perché la prima cosa da fare quest’anno è tutelare la salute pubblica Ci dispiace estremamente per i fieristi che partecipavano alla manifestazione, che non stanno lavorando da tantissimi mesi e che avranno ancora una volta una perdita economica notevole.

Quanto perde il territorio con l’annullamento del November Porc?

Potremmo stimare che tra incassi del mercato, ristoranti ed ospitalità, in termini economici il territorio vada a perdere non meno di un milione e mezzo di euro. In termini turistici significa che migliaia di persone provenienti da tutta Italia e anche dall’estero non frequenteranno le nostre zone durante il mese di novembre. E bisogna considerare che si tratta tendenzialmente di un mese difficile: prima del November Porc la Bassa parmense era in letargo. La manifestazione ha ravvivato i quattro Comuni che coinvolge l’evento, ma anche le aree limitrofe.

Un danno anche a livello di sponsorizzazioni…

Noi non abbiamo attivato nessuna richiesta di sponsorizzazione, perché non eravamo sicuri di poter realizzare la manifestazione; quindi sì, quest’anno abbiamo perso anche questa possibilità.

Lo scenario è ancora incerto per quanto riguarda la Pandemia generata dal virus: possiamo però dire che nel 2021 il November Porc ci sarà?

Azzerderei di dire di sì, il November Porc ha subito solo una sosta. Stiamo combattendo una guerra con un nemico invisibile e dobbiamo sperare per tutto il mondo di riuscire a sconfiggerlo, se sarà così saremo pronti ad organizzare la manifestazione per festeggiare alla grande questo importante traguardo.

Molti lavoratori che basano la loro attività sulle fiere e sui mercati sono molto a disagio in questo periodo. La vostra associazione ha potuto toccare con mano le difficoltà di queste persone?

Siamo molto vicini a tutte le categorie che stanno subendo un disagio a causa delle direttive che purtroppo il Governo ha dovuto intraprendere per contenere il virus e nel nostro piccolo cercheremo di lavorare per cercare di aiutare queste realtà. Abbiamo ricevuto tante telefonate abbastanza toccanti e questo ci ha sensibilizzati ancora di più: come siamo una leva per l’area della Bassa, così proveremo ad essere sempre al loro fianco.

Possiamo fare un appello, anche in vista del Natale, per sensibilizzare la gente ad acquistare nei negozi di paese, nelle piccole botteghe o presso i produttori locali?

A livello personale sono del tutto in linea con questa visione. Bisogna aiutare le piccole realtà, che anche durante il lockdown ci hanno fornito un servizio importantissimo al pari di tante realtà, come espositori e fieristi, che sono ambasciatori di prodotti di qualità.

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