Non capita spesso di parlare di progetti artistici e culturali portati avanti esclusivamente da ragazzi. Queste discipline sembrerebbero, infatti, essere troppo lente ed antiquate rispetto agli attuali interessi dei giovani. Il nocetano Giuseppe Guerra ed i suoi collaboratori ci ricordano, però, che l’arte in tutte le sue sfumature può continuare ad esistere rinnovandosi ed adattandosi ai cambiamenti sociali e tecnologici del mondo. È da quest’idea che nasce l’ambizione di Guerra: creare qualcosa di fresco ed innovativo, che possa dunque sensibilizzare i più giovani nell’esplorazione del mondo artistico-culturale. “Il progetto Nozey nasce con l’intento di trasmettere ai ragazzi un certo tipo di valori ed è per questo che ci piace connotare le nostre collezioni inserendo grafiche che possano suscitare curiosità verso tematiche culturali. Il fine ultimo è quello di risvegliare nei giovani quella passione verso l’arte che s’è andata perdendo negli ultimi tempi. Non parlo solo di quel tipo d’arte che si studia nei manuali di scuola ma penso sia doveroso dare degli input ai ragazzi verso discipline attuali come la fotografia o il video-making – afferma l’ideatore del progetto Giuseppe Guerra che poi continua spiegando le attività principali della sua creazione – Abbiamo iniziato producendo materiale per l’abbigliamento, parlo di felpe, magliette e cappellini ma la particolarità che ci distingue dal resto del mercato è quella di aver sempre cercato di creare grafiche e collezioni focalizzandoci sul messaggio che davamo alla gente”.

Le collezioni “Nozey” lanciano segnali al pubblico che si ritrova ad indossare capi d’abbigliamento che rimandano a temi critici della più stretta attualità come, ad esempio, è accaduto nel caso della collezione “No Racism” dove le grafiche riportavano alla mente momenti e simboli iconici della lotta alla discriminazione razziale. “Non vogliamo produrre capi banali o solo esteticamente belli, di quelli ne è pieno il mercato, bensì vogliamo creare un legame più profondo con il pubblico cercando di stimolarlo, coinvolgerlo, incuriosirlo a tematiche di cui, magari, non s’era mai interessato prima. Ad esempio una delle ultime collezioni è ispirata all’evento Parma Capitale della Cultura ed abbiamo, perciò, deciso di creare assieme a Elisa Guareschi una grafica immaginando come sarebbe stata la schiava di turca del Parmigianino se fosse stata dipinta nel 2020”, prosegue Guerra.

Lo scorso dicembre era, inoltre, presente all’interno del complesso commerciale del Conad Superstore di Noceto, in Piazza Calipari, una teca contenente una felpa facente parte di questa collezione chiamata “Nozey Culture”. “Ringrazio l’amministrazione comunale di Noceto per avermi permesso di installare la teca in un luogo così vivo come il centro commerciale Conad. Sotto questo punto di vista non mi posso certo lamentare, ogni qual volta io abbia chiesto permessi al Comune mi hanno aperto le porte – continua Guerra – Ad esempio a novembre in occasione della fiera di San Martino avrei dovuto curare una mostra all’interno del Castello della Musica (che è stata poi annullata causa Covid) in cui avrebbero presenziato pittori, scultori, fotografi ed illustratori con l’obiettivo di mettere a confronto diverse generazioni e tipologie di artisti per dare vita ad un interessante occasione di dibattito e conoscenza reciproca. Nozey avrebbe esposto la felpa della schiava turca facendo passare il messaggio che anche una felpa può essere arte“.

Relativamente all’instradamento dei giovani Guerra afferma: “Penso che il perseverante menefreghismo verso queste tematiche sia sintomatico di una generazione che non ha ben chiaro dove potersi informare correttamente. Attraverso il nostro progetto cerchiamo di portare la cultura sulle strade sperando così di intercettare il più alto numero possibile di persone. Ci sono diversi modi per instaurare un dialogo con i ragazzi e noi essendo tutti under 30 siamo avvantaggiati perché intuiamo cosa potrebbe incuriosire i nostri coetanei. Crediamo sia importante spingere i ragazzi a guardarsi attorno anche se questo dovesse comportare l’uscire da una sorta di comfort zone”.

A tal proposito Nozey ha creato un magazine (con sezione dedicata sul proprio sito) per dare voce a giovani artisti emergenti: “Sosteniamo quei giovani artistici che non hanno ancora lo spazio che si meritano, noi cerchiamo nel nostro piccolo di farli conoscere e di pari passo raccontiamo storie di persone non prettamente famose ma che sono state ribelli nel loro modo pensare. Vogliamo stare dalla parte dei numeri due e di chi lotta tutti i giorni per emergere”.

© riproduzione riservata