In occasione del suo quarto mondiale, la campionessa paralimpica parmigiana ci racconta le sue vittorie e le sue aspettative per il futuro

Giulia Ghiretti: parmigiana classe 1994, grinta da vedere e una serie di medaglie alle spalle. La Ghiretti è una delle atlete più conosciute d’Italia, nonché del mondo, nel nuoto paralimpico, una delle veterane della squadra nazionale e la detentrice del record mondiale nei 50 metri rana. Giulia, che si descrive come una ragazza semplice ma allo stesso tempo molto testarda e determinata, quest’anno parteciperà al suo quarto mondiale, che si terrà a Londra nel mese di settembre, e per l’occasione abbiamo deciso di porle qualche domanda.

Tra i tantissimi successi che hai ottenuto finora spiccano tre medaglie agli europei di Dublino nel 2018, altre tre ai mondiali di Città del Messico nel 2017 e due nelle Paralimpiadi di Rio 2016. Quali sono i tuoi obiettivi per i mondiali che si disputeranno questo settembre a Londra?

L’obiettivo è sempre lo stesso: divertirmi e dare il meglio di me. Poi faremo i conti, prima di tutto con le avversarie. Però è inevitabile che io desideri difendere il titolo mondiale nei 100 rana, anche se sarà difficilissimo. Proverò anche a dire la mia nei 50 farfalla. Mi sento bene, ma ogni anno ci sono nuove avversarie competitive. Se ci penso, ormai sono una veterana! D’altra parte per me sarà il quarto mondiale

Qual è la tua più grande soddisfazione sportiva di questi anni? E come ti sei sentita quando hai raggiunto il record mondiale nei 50 metri farfalla?

Ho la fortuna di avere l’imbarazzo della scelta, perché davvero lo sport mi ha regalato grandi gioie. Però, il bronzo nei 50 farfalla alle Paralimpiadi rimane la soddisfazione più grande: più di un record, più di un oro ai Mondiali. Non datemi per pazza, ma davvero non credevo in quella medaglia: è stata una sorpresa per me e per tutti. Lì credo di essermi superata. Il record mondiale? Grande gioia, ma i record passano, mentre le medaglie restano.

Puoi raccontarci una tua settimana di allenamento tipica?

Davvero ci tenete tanto? A parte gli scherzi… allenamento tutti i giorni, ma la domenica ci si riposa. In fase di carico faccio due allenamenti al giorno e palestra. In mezzo ci devo infilare lo studio, gli amici, la famiglia, qualche evento e, ovviamente, un po’ di divano che non fa mai male!

Ora come ora non vivi più a Parma ma sei comunque molto attiva sul nostro territorio con iniziative e manifestazioni. Hai in cantiere qualche progetto prossimamente?

Quando mi chiamano cerco di andare perché ogni occasione per raccontare lo sport paralimpico è un’occasione di crescita sia per il nostro movimento sia per battere ancora qualche pregiudizio. Mi piace soprattutto stare in mezzo ai giovani, per questo quando Giocampus chiama cerco di esserci. Ci sono poi delle aziende che mi supportano (Ocm, Crédit Agricole, Corte Parma, Geosec) e insieme siamo sempre all’opera per imbastire dei progetti, che anche l’anno prossimo mi vedranno coinvolta.

Non solo sport. Sappiamo che ti sei laureata in ingegneria biomedica. Cosa vedi nel tuo futuro, oltre che il nuoto?

Mi piacerebbe continuare a lavorare nel mondo dello sport, unendo l’esperienza accumulata come agonista alle competenze acquisite sui libri. Cosa di preciso ancora non ne ho idea ma vedere insieme queste mie passioni non mi dispiace come idea.

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