Il Vescovo di Parma Enrico Solmi:

Intervenuto su La7, nella trasmissione “diMartedì“, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica in cui verte attualmente l’Italia: “Noi abbiamo scelto in questa seconda ondata di non fare un lockdown generalizzato uguale in tutti i territori ma di distinguere area per area, e capire dove fare interventi più duri quando la situazione è più difficile. Io penso che questo sia il metodo giusto e vogliamo insistere su questa strada“. Nell’ultimo periodo, infatti, i numeri sono più confortanti – “L’Rt si sta abbassando, due settimane fa era 1,7, poi 1,4, ora è 1,2 e sta scendendo” – e sembrano indicare che le misure adottate iniziano a dare i loro effetti. Ma il ministro della Salute continua, avvertendo: “Guai a scambiare i primi segnali che vanno nella direzione giusta per uno scampato pericolo“.

Dunque, è necessario “Continuare a insistere su questa strada, perché la curva è piegabile e stiamo un po’ alla volta piegandola ma bisogna insistere con la massima prudenza“. Tant’è che, se da un lato la diminuzione dell’Rt rasserena, dall’altro i nuovi numeri dei contagi e, soprattutto, quelli delle vittime – con altre 853 registrate ieri – continuano a lasciare l’amaro in bocca e a destabilizzare l’Italia intera. Infatti, il ministro Speranza, pur avendo piacere a farlo, non può assolutamente permettersi di dire che i problemi sono tutti risolti poiché – “Se dicessi questo oggi, non direi la verità al Paese. Oggi c’è ancora una situazione seria con numeri significativi. Non dimentichiamoci quello che è avvenuto durante l’estate, una parte del Paese ha pensato che la battaglia fosse vinta: non possiamo permetterci una nuova ondata a inizio 2021” – ha sottolineato durante il suo intervento all’evento online “La sanità futura tra innovazione e ricerca“, promosso da Rcs.

Natale in tempo di Covid: cosa ci aspetta?

Parole, quelle del Ministro della Salute, che fanno da monito ai cittadini in vista delle vacanze di Natale. Ad avvicinarsi, infatti, è una delle festività più sentite dagli italiani e per la quale è necessario delineare nuove regole che permettano di viverla in serenità ma, soprattutto, in sicurezza. Per questo il Governo sta lavorando allo sviluppo di nuove misure che subentreranno dopo la scadenza, il 3 dicembre, dell’attuale Dpcm. Tra i punti che verranno discussi nei prossimi giorni troviamo anche quello degli spostamenti tra regione e regione durante il Natale, a proposito del quale Speranza risponde: “Bisogna evitare spostamenti che non sono strettamente necessari, bisogna ridurre il più possibile le relazioni con le altre persone quando queste non sono indispensabili e bisogna restare a casa ogni volta che è possibile“. Di certo, dopo aver fatto – purtroppo – parte della nostra vita per quasi un anno, il Covid-19 non ci abbandonerà neanche in quello che, per antonomasia, è il momento più caloroso e affettuoso dell’anno. Per questo: “Bisognerà limitarsi agli affetti più ristretti” ha detto il Ministro della Salute – “I numeri li valuteremo, ne ragioneremo nelle prossime ore. Oggi ci sarà una riunione anche su questo“. Gli italiani saranno sicuramente, e ancora una volta, pronti a fronteggiare questa complicata situazione, in questo caso grazie anche alla forza derivata dallo spirito del Natale.

Impianti sciistici e scuole: verso la riapertura?

Alla questione delle vacanze natalizie, poi, si aggiunge anche la richiesta da parte delle Regioni alpine di apertura degli impianti sciistici, alla quale il ministro Speranza ha risposto, durante il suo intervento televisivo: “Io capisco che dietro ogni ambito economico, sociale, come anche quello ‘del turismo della neve’ ci sono famiglie e persone che lavorano e che meritano il massimo rispetto, ma il punto non è solo la pista da sci; il punto è evitare le tantissime aggregazioni che possono svilupparsi e i tanti trasferimenti di persone che vanno in vacanza in quei posti“. Tuttavia, alla proposta avanzata dall’Italia di una chiusura degli impianti sciistici a livello europeo durante le vacanze, per evitare la diffusione del coronavirus, proprio ieri l’Austria si è detta contraria.
Tra tutti i punti che verranno discussi nella riunione di oggi, 25 novembre, tra il premier Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza, non mancherà il tema della riapertura delle scuole, con didattica in presenza. Secondo le fonti di governo, l’ipotesi più accreditata è la riapertura delle scuole superiori e delle seconde e terze medie, chiuse nelle Regioni arancione, il 9 dicembre. Un rapido ritorno sui banchi di scuola al quale premono, soprattutto, M5S, con la ministra Lucia Azzolina in testa e Iv. Oltretutto, lo stesso premier Conte aveva già accennato a questa ipotesi lunedì, durante la sua ospitata a La7, nella trasmissione ‘Otto e mezzo‘.

© riproduzione riservata