Stadio Tardini, il Vicesindaco sul nuovo progetto: “Avanti anche se il Parma non si salva” | INTERVISTA
Dopo un anno che i tifosi sono costretti – per giuste e fondate ragioni – a guardare le partite della squadra del cuore dal divano di casa, a far sentire la sua mancanza è soprattutto lo stadio inteso nella sua funzione più materiale: la struttura, l’ingresso, i seggiolini. Il “fattore campo”, cruciale nelle partite più sentite, è ormai scomparso e il calore dei sostenitori sugli spalti è un ricordo o un miraggio. E mentre Parma aspetta di tornare a tifare da vicino la sua squadra, il Comune e la società stanno progettando la nuova struttura. Da mesi infatti si parla del rifacimento dello stadio Ennio Tardini, un progetto che interessa l’intera città, non senza le perplessità di alcuni cittadini.
Il vicesindaco Marco Bosi, che detiene la delega allo sport, ha risposto alle nostre domande, facendo luce sul nuovo progetto, dopo che il vecchio è stato ritirato dai vertici della nuova società. L’obiettivo è un modello di stadio “fruibile e con più servizi”, ma che non sia invasivo nei confronti delle zone circostanti. Un punto fermo, come afferma Bosi in seguito ad un confronto con Kyle Krause, è che la stesura del progetto e l’intenzione di ristrutturare il Tardini, non dipenderanno dalla posizione del Parma in classifica a fine stagione.
Lo scorso dicembre è stato ritirato, in accordo tra Comune e Parma Calcio, il progetto di rifacimento del Tardini, con l’obiettivo di avviare una nuova progettazione. Da dove nasce questa decisione?
I nuovi vertici della società hanno scelto, legittimamente, di ritirare il vecchio progetto. Non si parla di accordi, ma di un dialogo franco tra il Comune, che rappresenta tutta la città, e la società Parma Calcio, che della città rappresenta invece una parte importante dello spirito sportivo. Entrambi concordiamo sul fatto che il nuovo progetto dovrà essere un modello di stadio fruibile a tutti e con più servizi: deve sapersi integrare con il quartiere e con Parma.
Quali saranno le caratteristiche del nuovo stadio Tardini? Quanti posti si stimano? L’arrivo del nuovo presidente Krause ha influito nel nuovo progetto? Se si, in che modo?
Come detto è stata la nuova proprietà a voler ripartire da zero nella progettazione. Oggi siamo in una fase preliminare, quella dell’ascolto del quartiere. Quindi è molto presto per dire quanti posti vi saranno. Al momento vi sono oltre 28000 seggiolini: sicuramente scenderemo rispetto ai seggiolini attuali, ma di quanto ancora non lo sappiamo. Consideri che questo aspetto è molto tecnico e andrà condiviso con la commissione di vigilanza che è l’organo autorizzativo rispetto agli eventi.
Molti cittadini stanno protestando contro il progetto di rifacimento dello stadio, in quanto questo sarebbe troppo invasivo nel centro abitato, in Cittadella. Di recente è nato anche un comitato, il Tardini Sostenibile, che tiene ferma la propria volontà di far inserire anche l’opinione dei cittadini nella stesura del progetto. Cosa si sente di rispondere al Comitato?
Sinceramente sono molti quelli che ci chiedono di andare avanti: al Comune viene chiesto di riqualificare uno stadio che non viene rinnovato da più di 30 anni. Alcuni hanno espresso delle perplessità e penso sia legittimo che ognuno abbia la propria opinione: per questo stiamo partendo dall’ascolto del quartiere e delle varie rappresentanze cittadine, e devo dire che sto riscontrando molta partecipazione e molta volontà di esserci in questa scelta importante. In queste settimane ho incontrato tutti i soggetti interessati: Consiglieri Comunali, Consiglio di Cittadini Volontari, Boys Parma, Centro di Coordinamento dei Parma Club, Parma Club Petitot, scuola Puccini, Prefettura, Questura, Soprintendenza, Ascom, Confesercenti, Cna, Vigili del Fuoco. L’obiettivo è progettare “il Tardini di tutti”, come l’ho definito. A tal proposito vorrei anticiparvi una notizia.
Ci dica.
A breve verranno distribuiti dei questionari al fine di allargare il più possibile l’ascolto del territorio. La partecipazione e l’ascolto li stiamo praticando e questo è inconfutabile. Continueremo a farlo con chiunque voglia costruire, il partito del no lo lascio volentieri a chi al posto delle idee e proposte contrappone sempre ostacoli inesistenti. A proposito di “costruire”: approfitto di questo spazio per aprire ai vostri lettori il ragionamento. Penso che la questione centrale sia il “come”. Come avere uno stadio accessibile a tutti, a cominciare dalle persone con disabilità? Come avere uno stadio che valorizzi il quartiere invece di essere fonte di disagio? Come avere uno stadio che produca energia invece di consumarla? Come avere uno stadio che pensi alle esigenze di famiglie e bambini? Come avere uno stadio che sia davvero un modello di sostenibilità? È su questo che ho intenzione di lavorare nei prossimi mesi e ringrazio tutte le persone che nei mesi scorsi hanno dedicato il loro tempo a costruire insieme a noi.
In qualità di Vicesindaco di Parma, che cosa significherebbe per la città avere uno stadio più grande e di portata internazionale? La struttura del nuovo Tardini potrebbe ospitare anche altri eventi extrasportivi?
Il Tardini non sarà più grande, ma più accessibile e sostenibile, uno stadio moderno e maggiormente attrattivo. In Europa, nelle città più importanti e sostenibili, si stanno progettando queste concezioni di stadio. Il nostro è fermo al 1990. Ristrutturare lo stadio significa soprattutto ricucire un pezzo di città, dare una funzione ad uno spazio che per 13 giorni su 14 è un “non luogo”.
L’eventuale retrocessione del Parma Calcio in Serie B potrebbe compromettere o rallentare la stesura del nuovo progetto e l’avvio dei lavori per lo stadio Tardini?
Da tifoso non posso che fare i dovuti scongiuri, ma da Amministratore è una domanda che mi sono posto e ho posto alla società sportiva che – come detto – finanzierebbe interamente l’intervento. Nella giornata di lunedì 22 febbraio ho incontrato il Presidente Krause proprio per discutere di questo tema e mi ha confermato la volontà di proseguire con il progetto indipendentemente dalla salvezza in questa stagione. D’altronde sarebbe miope il ragionamento opposto in quanto nell’arco della durata di un’ipotetica concessione non è escludibile a priori una retrocessione, perciò un progetto solido non può essere vincolato alla salvezza, sarebbe un progetto debole in partenza.

