Ennio Tardini di Parma: un solo stadio per squadra maschile e femminile
Illustrazione di Simone Buratti

Giungono al termine gli appuntamenti previsti dal Percorso Partecipativo relativo allo stadio di Parma con i due confronti conclusivi, un tavolo di approfondimento e un incontro pubblico. Stefano Perrone, Direttore Operativo del Parma Calcio, ha ricordato come tra gli obiettivi della Società vi sia quello di sostenere le attività sportive presenti sul territorio, sia professionistiche che dilettantistiche. Un ruolo importante è stato riconosciuto in particolare all’Academy del Parma Calcio, la quale ha consentito di consolidare attraverso numerose iniziative le relazioni con i cittadini, le famiglie e le altre società sportive. Si è ricordato quindi come la Società voglia guardare al di fuori del proprio perimetro di riferimento calcistico, ragione per cui la progettazione del nuovo impianto fa proprio il principio della ibridazione delle funzioni: sportive e professionistiche ma anche sociali, ludiche, ricreative. Il nuovo stadio consentirà in questo senso di svolgere attività ludiche nell’area, secondo un principio di multidisciplinarietà. Tra gli elementi contenuti nella proposta e ricordati da Perrone, è stata sottolineata anche la presenza di un’area dedicata al Museo dello Sport del Parma Calcio, immaginato come un luogo dedicato non solamente al calcio ma anche ad altri sport e a figure sportive rilevanti della storia parmigiana.

Carlo Devoti, Maestro dello sport del CONI, ha posto l’accento sulla necessità di promuovere i più alti valori sportivi e auspicato la presenza nell’area di strutture adeguate per un utilizzo diffuso da parte della cittadinanza, in linea con quanto accade nei nuovi impianti costruiti in tutta Europa. E’ stata avanzata anche la proposta di attrezzare le aree del Parco della Cittadella e del Parco Giacomo Ferrari per favorire la pratica sportiva. A questo proposito Perrone ha ricordato come la progettazione preveda uno spazio di almeno 10 metri attorno al perimetro dello stadio, un’area cortilizia collegata attraverso un percorso ciclabile al Parco Giacomo Ferrari.

Un tema su cui si è espresso anche Claudio Bassi (Presidente CSI Parma), apprezzando l’attenzione alle attività dilettantistiche all’interno della proposta e chiedendo approfondimenti sulla gestione degli impianti all’esterno dello stadio. Il Direttore Operativo Perrone ha spiegato che la responsabilità delle strutture esterne sarà della Società.

Michele Vescovi (Federazione Italiana Atletica Leggera) ha sottolineato la necessità di pensare ad aree cortilizie adatte per le esperienze di gioco dei più piccoli, anche attraverso l’utilizzo di pavimentazioni polivalenti ad uso sportivo, mentre Antonio Bonetti (delegato CONI) ha proposto l’organizzazione di eventi organizzati dalla Società in partnership con il CONI rendendo quanto più possibile lo stadio un “luogo olimpico”. Liana Avanzin, rappresentante della associazione Mind for Music, ha invece affrontato in particolare l’inserimento del Casino Petitot all’interno del progetto e richiesto alla Società di valorizzare e tutelare quanto più possibile l’edificio, sfruttando positivamente la relazione esistente tra il Petitot e lo stadio. A questo scopo sono state discusse le tre proposte prese in considerazione dalla Società in fase di progettazione, già presentate nei precedenti incontri.

E’ stato richiesto da Arnaldo Conforti (CSV Emilia ODV) se potranno essere implementati servizi di trasporto pubblico e create convenzioni ad hoc per i fruitori dello stadio, così come se l’impianto potrà essere fulcro di una comunità energetica. La Società ha ricordato al riguardo come siano previste soluzioni per favorire il trasporto pubblico e la mobilità dolce anche alla luce del fatto che il 60% di abbonati e tifosi proviene da Parma città. In prospettiva futura è prevista inoltre l’attivazione di convenzioni per facilitare l’accesso all’area dello stadio attraverso mezzi di trasporto sostenibili anche per i tifosi provenienti dalla provincia o a livello nazionale. In merito al tema della comunità energetica invece è stata confermata la possibilità di una integrazione dello stadio all’interno di una comunità che coinvolga anche gli edifici limitrofi. Il confronto è proseguito in serata con l’incontro pubblico presso il Palazzo del Governatore.