La cerimonia delle civiche benemerenze di Sant’Ilario concentra l’attenzione della città dal 1986, ma la Santa Messa con la consegna finale dei guanti bianchi alle autorità apre da molti più anni la giornata del Santo Patrono di Parma con rito simbolico che unisce lo spirito religioso a quello laico. Si tratta di una cerimonia documentata dalla fine del ‘600ma che riprendeva un’usanza ancora precedente secondo i documenti del vicino Archivio di Stato. 

Dopo gli anni di pandemia la celebrazione, quest’anno, è rientrata nel prezioso Oratorio dei Portici di via D’Azeglio preferito, spesso, anche dalla Duchessa Maria Luigia per i suoi ambienti incantevoli, ritrovando tutta la suggestione della tradizione con la reliquia del Santo, custodita in un’elaborata teca di argento e con i sigilli proprio della Duchessa, che la fece arrivare a Parma, e che ha accompagnato la cerimonia al centro dell’altare. 

Alla Messa officiata da Don Poggi e Padre Andrea hanno partecipato, tra le altre autorità, il Vice Presidente degli Alpini di ANA Giuseppe Rosa, Raffagli Giuseppe Vice Presidente UNUCI, Andrea Sangermano di ANFL, rappresentanti dell’Associazione Cavalieri Templari d’Italia, il curatore dell’Oratorio Ermes Gherardi, la maschera cittadina «Dsèvod» e l’Assessora a Partecipazione, ai Quartieri, alle Comunità religiose e alla Pace.  

E’ un simbolo e un momento importante quello che si rinnova ogni anno nell’antica cerimonia dell’Oltretorrente che si svolge nell’antico Ospitale della misericordia e degli esposti.  Rinnova un impegno nell’amministrare, nel farsi guida e promotore del cammino della nostra città e della nostra comunità nel segno di una gestione corretta ed autorevole.” ha sottolineato l’Assessora Jacopozzi “porterò al Sindaco questi guanti con grande serietà, convinta che all’inizio di un nuovo mandato incarnino con forza il nostro progetto di dedizione ad un buon governo di Parma.

A tutte e tutti le Ilaria ed Ilario è stato consegnato un omaggio di buon onomastico. Dalle 15 alle 17 l’Oratorio è stato aperto per farsi ammirare da cittadinanza e turisti. 

La figura di Sant’Ilario, rigoroso con se stesso, ma paterno e comprensivo con i più bisognosi e fragili, è strettamente legata all’Oltretorrente e solo dalla prima del ‘700, durante l’episcopato di Camillo Marazzoni cominciò ad essere solennizzata in Cattedrale. Il profilo civile del patronato di Sant’Ilario sulla città è dimostrato dal fatto che la Chiesa a lui intitolata venisse onorata (da documenti del 1526) dalla comunità riconoscendo al Santo la protezione delle attività civili, delle corporazioni dei mestieri presenti a Parma. In quegli stessi anni Correggio dipingeva la sua immagine nella cupola del Duomo. Già da i due secoli precedenti, però, ci sono testimonianze di come le massime magistrature cittadine, insieme ai rappresentanti delle Arti, avessero la consuetudine di recarsi in processione fino alla chiesetta “fuori le mura”, appunto l’attuale Oratorio,  intitolato al Vescovo di Poitiers.

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