Omicidio Bedonia, gli inquirenti: “Cranio fracassato e arma gettata nel fiume; un delitto brutale”

Un delitto brutale“, così la Procura di Parma definisce l’omicidio di Luigi Guareschi, avvenuto nella serata di ieri a Bedonia. La vittima è stata trovata in una pozza di sangue in località Setterone, da un uomo che stava facendo una passeggiata e che ha prontamente avvisato i Carabinieri di Borgo Val di Taro. Sul posto – intorno alle 20.00 – sono prontamente intervenuti i Carabinieri e l’ambulanza della Croce Rossa di Bedonia. Gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto che l’uomo aveva il cranio fracassato da un corpo contundente e a nulla sono serviti i soccorsi della Croce Rossa.

I Carabinieri di Borgotaro hanno immediatamente iniziato indagini di polizia giudiziaria, volte alla ricerca sia del presunto omicida che dell’arma del delitto, avvisando la Procura della Repubblica di Parma. I militari, divisi in varie squadre operative, hanno effettuato i rilievi sulla scena del crimine e appurato che l’arma del delitto era un corpo contundente di grosse dimensioni. Le ricerche si sono subito concentrate sul torrente nelle vicinanze della zona di ritrovamento del cadavere e hanno portato al ritrovamento dell’arma, sul fondo del fiume. Nonostante lo scorrere dell’acqua fluviale, le tracce erano ancora impresse e sono state esaminate dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Parma.

Data la convergenza delle testimonianze raccolte e dei rilievi scientifici effettuati sulla scena del crimine i sospetti si concentravano sul vicino di casa della vittima. I Carabinieri, equipaggiati con giubbotti anti proiettile, hanno circondato l’abitazione e fatto irruzione, fermando il sospettato che, data la rapidità dell’intervento, non ha avuto il tempo di opporre resistenza.

I militari hanno quindi perquisito l’abitazione ed effettuato i rilievi scientifici che hanno permesso di trovare tracce di sangue da proiezione su alcuni indumenti. L’uomo, classe 1958 – di poco più giovane della vittima -, è stato quindi interrogato nella Caserma di Borgotaro dal Pubblico Ministero dove ha ammesso di aver commesso l’omicidio. Ora è stato trasferito nel carcere di Parma, dove rimarrà a disposizione del Giudice per le indagini preliminari ai fini della convalida del provvedimento di fermo.

© riproduzione riservata