Uniti per la Valtaro porta alcune riflessioni sull’accaduto; “Una vicenda in cui emergono gravi responsabilità, anche da parte del corpo docente“
Responsabilità. Una parola dal concetto mutevole e con diversi significati. Nella vicenda che ha riguardato l’operazione antidroga nell’Istituto Professionale di Bedonia emergono diverse responsabilità. Quella degli insegnanti che non si erano accorti di nulla; quella che gli studenti non hanno dimostrato nel mostrarsi avvezzi allo spaccio; quella politica, che ha permesso un certo lassismo nella gestione degli Istituti pubblici negli ultimi anni; nondimeno quella dei genitori, che dovrebbero educare e, invece, si trovano sempre più spesso in balia degli eventi.
Certo non si deve generalizzare, ma quello che è successo a Bedonia deve far riflettere. A commentare la vicenda è stato il Movimento civico Uniti per la Valtaro, che si è soffermato sull’episodio portando alcune riflessioni a carattere generale e individuando una serie di responsabilità. “Ricordiamo – hanno specificato dal Movimento – che il Professionale di Bedonia è stato per anni un baluardo per una formazione professionale di qualità e un argine all’abbandono scolastico di tanti ragazzi. Questa scuola ha sfornato fior fior di diplomati“.
“Ciò detto, pensiamo – hanno proseguito quelli di Uniti per la Valtaro – che sia opportuno chiamare in causa anche le responsabilità gravi che questa vicenda presenta. Com’è possibile che simili fatti si scoprano solo ora con un blitz plateale? E che il corpo docente non abbia riscontrato in tempo utile questa situazione e i genitori non abbiano percepito questo disagio?”. La vicenda ha destato qualche perplessità all’interno del Movimento politico, che si è interrogato principalmente su cosa abbia smesso di funzionare per permettere un degrado, in primis culturale, di questo tipo.
Le responsabilità sarebbero sia civili che politiche
“La politica ha gestito male la scuola pubblica“. Così si può sintetizzare il pensiero di Uniti per la Valtaro sul tema. L’accusa fa riferimento ad un presunto lassismo nei confronti di regole, autorità e responsabilità di gestione. “Noi crediamo – spiegano dal Movimento politico – che i giovani abbiano bisogno di sognare e di avere prospettive positive. La scuola deve tornare a essere un punto basilare di formazione, di positiva educazione alla vita. Ma come potrà avvenire se, di fatto, si continua a impoverire il livello formativo complessivo?“.
Infine la questione del Preside. Che per il gruppo di minoranza di Borgotaro è inammissibile svolga un lavoro part-time e che i sindaci degli altri comuni valtaresi trovino tutto questo accettabile. “Ci sembra una vergogna inaudita – concludono i membri della lista – che i sindaci non intervengano per difendere l’Istituto di Bedonia. Dovrebbero, a nostro avviso, urgentemente trovare una soluzione alle problematiche che appaiono plateali a tutti, anche alla vista dei non addetti ai lavori. Gli aspetti affrontare urgentemente sono: avere insegnanti motivati; personale preparato ad affrontare il disagio sociale; supporto d’insegnanti di sostegno formati per gli alunni deboli; un Preside sempre presente che possa guidare il corpo docente senza eccessive politicizzazioni“.
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