Originario del Galles, suo padre gli ha tramandato la passione per la musica; Paolo Bertoli si è poi trasferito nel Parmense dove ha creato la sua orchestra

Paolo Bertoli nasce 45 anni fa nell’ombreggiato e verdissimo Galles. Avvicinatosi fin da piccolissimo alla musica, a soli 7 anni incominciò a suonare la fisarmonica; questa passione per la musica lo portò, anni dopo, a Parma, per la precisione a Bedonia, dove vive ormai da molti anni e dove ha fondato una compagnia di musica da ballo che porta il suo nome e della quale è il capo orchestra. La banda ha inciso ben 26 raccolte e la loro presenza è richiesta spesso nelle feste di paese e nelle sale da ballo dell’Italia settentrionale. Abbiamo chiesto a Paolo Bertoli di raccontarci la sua particolare esperienza nel panorama musicale parmigiano e non solo. 

Paolo esordisce raccontandoci l’origine del suo amore per la musica, una passione di famiglia che gli è stata trasmessa dal padre: quando era bambino e non riusciva a dormire, infatti, suo padre spesso suonava per farlo addormentare. Ci racconta poi di come è nata l’orchestra: “L’orchestra quest’anno compie 29 anni di vita; con i miei fratelli avevo cominciato a suonare in Galles, in una band chiamata ‘I fratelli Bertoli’, poi ho proseguito da solo qui in Italia con il nome ‘Paolo e le ombre della notte’; quando loro sono andati al militare, io ho deciso di portare avanti il mio nome. Ad oggi la mia orchestra, con cui giro tutto il nord Italia, è composta da 6 elementi: la voce femminile è di Erica Santia, la voce maschile e il basso sono di Ivan Massarenti, seconda voce e chitarra di Tommaso Bertorelli, alle tastiere Gaetano Lettieri, più la batteria. In seguito ho poi creato una mia cooperativa, ‘Ballo che sballo’, composta da una scuola di musica, una scuola di ballo e una compagnia teatrale”.

“La fisarmonica è uno strumento dall’alto valore”

Oltre al fatto che si tratta di una compagnia composta da molti giovani, cosa insolita per un’orchestra di liscio, la particolarità dell’Orchestra Paolo Bertoli è che il fondatore è nato in Galles. Abbiamo quindi domandato a Paolo se la cultura anglosassone ha influenzato il suo stile musicale ed il suo lavoro con l’orchestra. “Diciamo che cambia un pochino il genere musicale – spiega Paoloil liscio qui è più da ballo, mentre in Regno Unito questo tipo di musica viene trasmessa nei pub, la gente la canta e tutti si divertono”.

Per quanto riguarda la fondazione dell’orchestra, Bertoli ci spiega che inizialmente hanno girato molto anche all’estero, passando per Londra, Parigi e il Galles, e hanno ottenuto molte altre richieste. “Infatti abbiamo intenzione di organizzare una tournée intorno al mondo in futuro”, afferma Paolo. La cosa che lo colpisce sempre in modo particolare durante i suoi viaggi è che all’estero la gente ha ancora tanta voglia di divertirsi e che la fisarmonica è uno strumento che ha “un alto valore“.  

“Quali progetti per il futuro?”. Paolo Bertoli non ha dubbi: “I prossimi progetti sono sempre tantissimi: gite, viaggi, dischi… non sto mai fermo! Credo molto in quello che faccio e con l’aiuto del mio editore, Ivan Marchini delle Edizioni Musicali Bagutti, porto avanti la nostra tradizione. Un grazie speciale va ai miei fan che mi seguono e credono in me: mi danno una grande carica!”.

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