Ospedale Borgotaro, Lucchi scrive a Gentiloni: “In montagna non si può più nascere?”
Una lettera “a cuore aperto”. Il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi scrive al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per sensibilizzarlo sulla chiusura del punto nascite di Borgotaro
Dopo la notizia della chiusura del punto nascite di Borgotaro il Sindaco di Berceto scrive al Presidente del Consiglio: “Situazione grave“
BERCETO | Una lettera “a cuore aperto”. Il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi scrive al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni per sensibilizzarlo sulla chiusura del punto nascite di Borgotaro. Una chiusura che arrecherà danni anche alla popolazione bercetese. “Signor Presidente – esordisce Lucchi – non mi permetterei di disturbarla se non percepissi la gravità della situazione per tutto il territorio montano della Provincia di Parma“.
Lucchi sottolinea come il motivo della chiusura, la soglia delle 500 nascite, è “obbrobioso“. I motivi veri, secondo il Sindaco, sono quelli economici che prevalgono sul valore della persona. La proposta di deroga era, infatti, sostenuta da tutti i sindaci dell’arco montano e anche dagli Ospedali del parmense e della Regione che aveva deliberato un accordo d’intervento.
I messaggi colti dai montanari
Da ciò che viene passato dai mezzi d’informazione i residenti in montagna traggono alcune conclusioni, non positive. La prima è che a nessuno interessa della montagna; la seconda è che il Sistema Sanitario Nazionale sta volgendo verso una privatizzazione, così come Lucchi aveva predetto da tempo. “Tutto questo avviene negli stessi giorni in cui il Parlamento, all’unanimità, vota, dopo 16 anni dalla proposta dell’on. Realacci, la Legge sui piccoli Comuni, alla quale, nonostante la ridicola dotazione finanziaria, ho dato grande valore come un’inversione di rotta dopo il furore distruttivo verso i Comuni e le autonomie“, prosegue Lucchi.
Dopo la notizia della bocciatura del punto nascite di Borgotaro, è iniziata la solita liturgia dell’attribuire le colpe e le responsabilità. “Sconfitta gravissima perché colpisce la speranza stessa di poter vivere in montagna visto che in montagna è proibito nascere. Se non si può nascere in montagna si affievolisce la speranza e si fugge, appena possibile, dai nostri territori che diventeranno ancora più poveri, dissestati, inselvatichiti, miseri, inospitali, quando al contrario dovrebbero essere considerati la salvezza economica dell’Italia“.
“L’Italia, mi chiedo, vuole per davvero ripartire?”
Il vero nemico da sconfiggere è il neo liberismo. Lucchi dichiara battaglia e si dice pronto anche a cercare l’appoggio della Regione Emilia Romagna. “Per i cittadini è indispensabile la speranza generata dal mantenimento e rafforzamento del punto nascite di Borgotaro e di tutti gli altri ospedali montani“. Il sindaco di Berceto conferma la sua disponibilità a Gentiloni per un incontro, sia a Roma che nell’appennino emiliano, anche alla presenza dell’assessore regionale Sergio Venturi. “La bella politica, signor Presidente, se tornerà a baciare la nostra amata Italia, inizierà a riaffacciarsi dai piccoli Comuni“, conclude Lucchi.

