Continui sforamenti dei livelli di ozono in tutta l’Emilia Romagna: rischi per bimbi e anziani nelle ore più calde della giornata

Il caldo dei giorni scorsi e la colonnina di mercurio sempre molto alta nel resto del mese hanno fatto registrate il giugno più caldo dal 1850 (anno in cui si sono registrate per la prima volta le rilevazioni). Conseguenza diretta di ciò è l’incremento dei livelli di ozono nella troposfera, regione atmosferica in cui si verificano i principali fenomeni meteorologici. Ma se l’ozono è un elemento prezioso nell’alta atmofera per proteggerci dai dall’energia solare, non accade lo stesso quando le sue concentrazioni aumentano ai livelli più bassi. Diversi, infatti, sono i rischi per l’uomo se esposto ad alte concentrazioni di ozono.

Secondo le rilevazioni condotte da Arpae, le concentrazioni di ozono nella giornata di lunedì 1 luglio hanno fatto registrare 14 superamenti della soglia di informazione (media oraria 180 µg/m3) nelle stazioni delle province centro occidentali dell’Emilia-Romagna. A Parma i livelli hanno raggiunto i 189 µg/m3 nella stazione di rilevamento di via Saragat, mentre nelle due stazioni in zona Cittadella erano di 192 µg/m3 e 184 µg/m3. Nessuna variazione dei livelli si è registrata nella giornata di ieri, mentre oggi e domani potrebbero calare in conseguenza di fenomeni temporaleschi che potrebbero interessare l’intera provincia.

I dati forniti da Arpae per quanto riguarda l’Emilia Romagna

I rischi per la salute: effetti dannosi sulle vie respiratorie

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Gli effetti dell’ozono sulla salute umana dipendono principalmente dalle concentrazioni nell’ambiente e dalla durata dell’esposzione. La soglia di segnalazione fissta da Arpae è di 180 µg/m3, mentre i primi effetti sulla funzione polmonare – come si legge sul sito dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia – “si verificano da concentrazioni di 200 µg/m3 per tempi maggiori o uguali a 2 ore“, mentre “concentrazioni in ambiente che vanno da 400 a 1000 µg/m3 per un’ora modificano la funzione polmonare nei bambini, aumentano la frequenza di attacchi d’asma e riducono le prestazioni degli atleti“.

L’ozono entra a contatto con il corpo umano principalmente attraverso le vie respiratorie“, scrive Arpae sul proprio sito. Le reazioni chimiche che si instaurano dopo la prolungata esposizione all’ozono sono particolarmente complesse e coinvolgono i tessuti polmonari. “Altri studi – si legge sempre sul sito dell’Agenzia – suggeriscono che il danno sulle cellule, più che all’azione diretta dell’ozono, sia dovuto alle sostanze prodotte dalla reazione tra l’ozono stesso ed il liquido di rivestimento delle pareti interne polmonari“.

Un’ampia varietà di effetti tossicologici viene collegata all’esposizione ad ozono: tra cui infiammazione polmonare e cambiamento della permeabilità, cambiamenti nei meccanismi di difesa, decremento della funzione polmonare, cambiamenti nei processi biochimici polmonari ed eventuale cancerogenicità.

I consigli dell’Ausl: non uscire nelle ore più calde

L’Ausl consiglia di non uscire nelle ore più calde della giornata, specialmente per quanto riguarda le persone più sensibili: sono da preferire invece le fasce orarie del primo mattino o della sera. Il consiglio è rivolto prevalentemente agli anziani, ai bambini e a chi è soggetto a problemi respiratori.

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