Quando un pallone d’oro scelse Parma nell’estate del 1995

Hristo Stoichkov passa dal Barcellona al Parma nell’estate del 1995; la breve storia parmigiana di un pallone d’oro costato oltre 12 miliardi di lire

Hristo Stoichkov passa dal Barcellona al Parma nell’estate del 1995; la breve storia parmigiana di un pallone d’oro costato oltre 12 miliardi di lire

L’estate parmigiana del 1995 non se la scorda proprio nessuno. Caldo e vacanze a parte. Si pensava solo al Parma. Era luglio, quando il calciomercato aveva aperto i battenti da pochi giorni. In Serie A fioccavano i primi colpi. Da Barcellona si stava muovendo qualcosa. In Emilia già si era capito.

Hristo Stoichkov, il primo bulgaro ad aver vinto il pallone d’oro, è sul mercato. Due le destinazioni probabili. Milano sponda nerazzurra o Parma. Hristo voleva vincere e l’idea di giocare in coppia con Zola lo mandava in estasi. Scelse il Ducato, anche se l’Inter gli offriva di più. Per lui un contratto triennale con aumento di stipendio dal primo al terzo anno (da quasi tre miliardi di lire in crescendo).


La breve parentesi con la maglia gialloblù

Tutti conoscevano Stoichkov come genio e sregolatezza. A 23 anni, quando ancora giocava nel Barcellona, diede un pestone all’arbitro che stava dirigendo il match con il Real Madrid. Il bulgaro prese dieci giornate di squalifica. Addirittura si parlava che Hristo rubasse nelle borse dei compagni di squadra. Un campione con la testa calda che col passare degli anni non è riuscito a mantenere intatto il rapporto con Cruijff. La lotta sul mercato la vince il Parma che prende il fuoriclasse per puntare allo scudetto.

Il giorno della presentazione al Tardini fu un vero e proprio delirio crociato. La passerella sul campo con la maglia del Parma numero 8 e i centinaia di autografi firmati prima di andare via. Chi si ricorda il salto della staccionata di Hristo per sfuggire alla massa di tifosi? In tanti oggi avrebbero chiesto un selfie col bulgaro, fresco di pallone d’oro.

A settembre fu partenza col botto per Stoichkov. Alla prima giornata arriva la pennellata su punizione a Bergamo con l’Atalanta. Poi la rete con la Fiorentina e la doppietta contro il Padova. Quattro reti in cinque partite lanciano Hristo nella parte alta della classifica marcatori. Da qui in poi il buio totale. Due reti in Coppa delle Coppe tra cui l’ultima in gialloblù, contro il PSG al Tardini (con esultanza molto particolare).

In pochissimo tempo l’attaccante perde entusiasmo e credibilità da parte dei tifosi. Il pallone d’oro si sbriciola col passare dei mesi fino al suo ritorno in Catalogna anzitempo. Dalla bocca del talento bulgaro non sono uscite belle parole nei confronti del Parma e del calcio italiano. Il bilancio del numero 8 crociato è poca cosa per un pallone d’oro: 5 reti in 23 partite, più due in Coppa delle Coppe. Il campione non brilla e il Parma si classifica sesto in campionato (qualificandosi in Coppa Uefa). Nell’estate del 1996 il ritorno al Barcellona per nemmeno 5 miliardi di lire. Qualche mese a Parma per Hristo e un’esperienza non troppo positiva nella Serie A italiana.

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