Buon compleanno Zio Paperone; un tuffo speciale in settant’anni di storia
Quando nella storia di Natale del 1947 Carl Barks affiancò a Paperino un personaggio tutto nuovo, uno zio ricco sfondato ma taccagno, non avrebbe potuto immaginare il successo che avrebbe conseguito
Esattamente settanta anni fa, il Papero più ricco del mondo faceva la sua comparsa nella storia “Il Natale di Paperino sul monte Orso”; oggi è uno dei personaggi di fantasia più amati al mondo
CURIOSITA’ | Quando nella storia di Natale del 1947 Carl Barks affiancò a Paperino un personaggio tutto nuovo, uno zio ricco sfondato ma taccagno, non avrebbe potuto immaginare il successo che avrebbe conseguito. Presto Paperon de’ Paperoni diventò uno dei personaggi più amati e popolari del mondo, al punto da penetrare nel vocabolario e nell’immaginario collettivo come sinonimo di ricchezza. In questi giorni se ne festeggia l’anniversario.
La storia comparve in Italia nel 1948, tradotta con il titolo di Il Natale di Paperino sul monte Orso. Per creare il suo personaggio, Carl Barks si era ispirato a due modelli, a una persona realmente esistita, Andrew Carnegie, uno scozzese emigrato a metà Ottocento negli Stati Uniti e diventato uno degli uomini più ricchi del pianeta, e a un personaggio letterario, il celebre protagonista del Canto di Natale di Charles Dickens, Ebenezer Scrooge. Non a caso il vero nome di Paperone è Scrooge McDuck. Il personaggio degli esordi era identico al suo modello letterario: un vecchio avido, pieno di acciacchi, colmo di odio verso il mondo. Eppure sin dalla prima storia qualcosa lasciava intravedere un carattere dedito all’azione.
Il capitalista più ricco e amato del mondo
Nel 2013 Forbes lo ha incoronato il personaggio di fantasia più ricco del mondo, stimandone il patrimonio in 65 miliardi di dollari. Ma Paperon de’ Paperoni non è un riccone qualunque. Se è così taccagno è perché da giovane ha conosciuto la fame, la fatica, la povertà, e ciò gli ha reso insopportabile chi vive nell’agio senza esserselo guadagnato col sudore della fronte. Paperone, infatti, è un miliardario che si è fatto da solo, che ha costruito la sua fortuna con grinta e con pazienza sin da quando, da giovane, ha scandagliato i fiumi del Klondike alla ricerca delle pepite d’oro.
Il suo gusto dell’avventura, in cui coinvolge immancabilmente Paperino e i suoi tre nipotini, ne hanno fatto per certi versi il campione del capitalismo che vorremmo, un capitalista creativo, coraggioso e generoso, dotato di esuberanza e spirito di iniziativa, che non si tira indietro ma sa gettarsi nella lotta. Ed è in maniera audace e mai banale che Paperone si difende dai suoi nemici: la banda Bassotti, la strega Amelia (la giovane fattucchiera che abita alle pendici del Vesuvio), Cuordipietra Famedoro e Rockerduck, entrambi emblemi del capitalismo più aggressivo. In fin dei conti è questa sua capacità di mettersi continuamente in discussione che ci porta a simpatizzare per lui. Ancora tanti auguri, zio Paperone!

