Parco Ducale di Parma, 500 anni di storia per il gioiello d'Oltretorrente

Chiara Bertogalli, tra i membri del Comitato scientifico di “Possibile” Parma, è intervenuta denunciando una cattiva gestione delle aree verdi di parchi cittadini, in particolare con riferimento al progetto di riqualificazione della Cittadella e alla manutenzione straordinaria che verrà effettuata in questi giorni al Parco Ducale. “A partire dalla Mille Miglia nel Parco Ducale per proseguire con progetti faraonici di rivisitazione delle architetture della Cittadella, i parchi storici di Parma sono sotto assedio ormai da lungo tempo. Complice forse una gestione del verde cittadino lasciata in delega all’assessorato all’Urbanistica e quindi vissuta come un’appendice secondaria, assistiamo continuamente a interventi manutentivi sul verde con scarsissima pianificazione, soprattutto considerando che la natura ha tempi e ritmi precisi di cui si deve tenere conto“, afferma in una nota.

Gli interventi degli ultimi anni vengono giudicati “frettolosi e di scarsa lungimiranza” tanto da causare “indebolimento e maggiore rischio di crollo delle piante“. A ciò si aggiunge, secondo l’esponente di “Possibile” anche il disturbo della fauna, degli uccelli in nidificazione e dei piccoli mammiferi, creando così ripercussioni sulla biodiversità cittadina. “Il Comune ha annunciato un imponente intervento di potature e abbattimenti nel Parco Ducale, in piena primavera e quindi nel periodo di sviluppo vegetativo delle essenze arboree e di nidificazione e allevamento della prole da parte dell’avifauna. Se l’intervento è urgente per ragioni di sicurezza non possiamo che chiederci come sia possibile dover intervenire oggi su decine di piante senza che ci sia stata una sorta di incuria precedente. Fino a ieri quali rischi hanno corso i cittadini? Perché ci si occupa a singhiozzo di un parco così esteso e antico? In alternativa, l’intervento fatto in piena fase vegetativa sembra, nel migliore dei casi, frutto di una mancanza di pianificazione cui mancano importanti elementi“, prosegue.

L’auspicio di “Possibile” è che vengano chiamati in causa tecnici specializzati, con competenze specifiche per gestire contesti simili, inserite nella pianificazione degli interventi ordinari e straordinari. I tecnici si dovranno poi interfacciare con la Soprintendenza ai beni culturali, con paesaggisti e con esperti ecologi. “Occorre gestire Parco Ducale e Cittadella per ciò che sono, ovvero beni storici. Il valore di queste aree è indiscutibile sul piano artistico, storico e culturale. Meno attenzione viene data agli aspetti legati al verde: sono ambienti che nel corso del tempo hanno visto crescere alcuni alberi secolari, attorno cui si sono sviluppate reti trofiche che vivono imprescindibilmente connesse alla salute ecologica del parco stesso. Questo verde ha un valore intrinseco che necessita di conoscenze e di essere gestito in armonia con la vocazione storica del parco“.

I parchi – conclude la nota della Bertogalli – non devono essere vetrine su cui accendere i riflettori due volte l’anno per fare marketing, ma ristori e risorse quotidiane insostituibili per le persone, siano esse abitanti o turisti ed elementi vitali essenziali per la fauna e tutto l’ecosistema cittadino. Forse è giunto il momento di dotare i due parchi maggiori per estensione e valore storico della nostra città di una task force riconoscibile, permanente e autonoma, dotata di procedure dedicate e tecnicamente eccellente sul piano della pianificazione ecologica ed agronomica, ma anche della piccola manutenzione quotidiana. Perché i cittadini siano innanzitutto sicuri e perché tutti possano fruire di beni gestiti con sapienza, coscienza culturale e valorizzati in modo adeguato“.

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