Parco dello Stirone e del Piacenziano: custode di storia e natura | SPECIALE
Il territorio del Parco si estende su due province, Parma e Piacenza; la ricchezza maggiore…
Il territorio del Parco si estende su due province, Parma e Piacenza; la ricchezza maggiore è costituita dalla presenza di fossili, che lo rendono un vero museo all’aperto
PARCO DELLO STIRONE | Lungo le acque del torrente Stirone si sviluppa un’area naturalistica ampiamente diversificata. L’alternanza di calanchi, aree boschive, ambienti fluviali e appezzamenti di terreno, rendono l’aspetto del Parco dello Stirone e del Piacenziano davvero unico. Ad arricchire i tratti naturalistici di questo territorio – diviso in due province e quattro comuni – la presenza dei fossili. Gli appassionati di paleontologia conosco l’ambiente del Parco proprio per questo aspetto.
L’Area del Parco dello Stirone si estende tra Parma e Piacenza, e i comuni interessati sono Fidenza, Salsomaggiore Terme, Alseno e Vernasca. Il percorso segue il letto del torrente, sviluppandosi da Villa, nei pressi di Vigoleno, fino al ponte sulla Via Emilia, alle porte di Fidenza. A fare da cornice i boschi, che cingono un paesaggio prevalentemente fluviale, ma che lambisce anche le campagne coltivate della collina parmense e piacentina.
Il Parco, inoltre, tocca anche diverse “cime”, tra cui – le più rilevanti – sono il Monte Combu, 350 metri, e il Monte Santo Stefano, 457 metri. Il torrente rappresenta l’aspetto più interessante dal punto di vista scientifico e paleontologico; infatti, è caratterizzato da sedimenti marini ricchi di reperti fossili, in particolar modo nel tratto compreso tra le località di La Bocca, a monte, e Laurano a valle.
L’Area del Piacenziano: cinque vallate costituite da calanchi
L’Area del Piacenziano tutela nove zone fisicamente separate e distribuite in cinque vallate: la Val Vezzeno, particolarmente ricca di fossili; la Val Chero, che include diversi calanchi; la Val Chiavenna, che tutela la Voragine, nei pressi di Osteria di Montezago; la Valle dell’Arda, che copre il tratto di torrente tra Castell’Arquato e San Cassano; la Valle Ongina, tra i calanchi a sinistra del torrente e i rilievi del Monte La Ciocca.
La maggior parte del territorio è tutelata per la presenza di acqua dolce ed è caratterizzata dalla presenza dei calanchi; è proprio tra le pareti aspre di questo ambiente così particolare che si è conservata una consistente quantità di reperti fossili risalenti al Piacenziano, periodo storico-geologico che ha dato il nome al Parco.

I fossili della Via Francigena
La presenza dei fossili – grande ricchezza attrattiva del Parco – si associa quindi a quella della Via Francigena, disseminando il percorso di pievi, castelli e preziosi borghi medioevali. Inoltre con la compagnia di una buona “guida” si ha modo di “leggere” la storia attraverso gli strati fossiliferi. Si tratta, insomma, di una sorta di museo all’aperto, che custodisce il passaggio della vita in circa sette milioni di anni. L’aspetto più curioso è la possibilità di rinvenire resti di cetacei, animali che abitavano abitualmente il mare padano alcuni milioni di anni fa.
Gambe in spalla e pedalare: alla scoperta del Parco a piedi o in Mountain Bike
Al Parco di certo non ci si annoia. Diversi sono i percorsi da effettuare a piedi o in bicicletta, le possibilità di scelta non mancano. Le aree attrezzate per camminare si snodano su quattordici percorsi – fruibili anche da persone con ridotta mobilità – con un tempo massimo di tre ore di camminata con un dislivello di 200 metri. La maggior parte dei percorsi, ad ogni modo, è percorribile in circa un’ora e mezza – due ore. A questa si aggiunge la lunga Ciclovia dello Stirone – 42 chilometri – da percorrere in Mountain Bike.
Fotografi e ornitologi potranno praticare il birwatching; mentre “non si deve partite senza la borsa frigo se ci si vuole dedicare a un pic-nic facendo base in una delle numerose aree attrezzate con tavoli, panche e barbecue, circondati dal verde; munitevi di canna da pesca o di cestino per i funghi per dar sfogo alle vostre passioni rilassanti, ma solo dopo aver preso visione dei regolamenti specifici per queste attività“, spiegano dal Parco.
Musei e Centri Visita: dentro e fuori dal Parco
Se vi affascinano fossili e reperti naturalistici è possibile fare visita ai musei tematici.
Il Museo Naturalistico del Parco dello Stirone si trova in Località Scipione Ponte di Salsomaggiore Terme (info e prenotazioni tel. 0524.58.86.83). Sempre a Salso c’è il Museo Paleontologico Il Mare Antico (tel. 0524.58.02.04), particolarmente attraente per i bambini. Il Museo dei Fossili, dedicato principalmente ai fossili dello Stirone, è a Fidenza, nel settecentesco Palazzo delle Orsoline (tel. 0524.52.63.26), mentre a Castell’Arquato si può visitare il Museo Geologico Cortesi (tel. 0523.80.32.15), ospitato all’interno del cinquecentesco Ospitale Santo Spirito, con una ricca sezione dedicata ai cetacei.
Particolarmente importanza riveste il Centro Parco Millepioppi a San Nicomede di Salsomaggiore, dove, in un’area confiscata alla criminalità, un vecchio casolare è stato ristrutturato e ora ospita il Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.) “Le Civette” (destinato alla riabilitazione e al reinserimento in natura di uccelli selvatici in difficoltà) , gli uffici del Parco, la biblioteca e tre locali concessi in uso gratuito a tre startup innovative.


