Parklet davanti al Liceo Ulivi: “Meno auto e più spazio alle persone” | INTERVISTA

Parklet davanti al Liceo Ulivi: "Meno auto e più spazio alle persone" | INTERVISTA

Passando per il trafficato viale Maria Luigia, ci si imbatte in una struttura di legno con alcune sedute, che spesso accolgono bambini o anziani alla ricerca di un riparo fresco dalla calura estiva. I pancali di legno posizionati al posto di alcuni posti auto consistono in un’installazione ideata e creata da alcuni studenti e studentesse del Liceo Ulivi. Durante la Giornata della Terra infatti, il 22 aprile, i parklet sono stati inaugurati, e l’intero viale è stato chiuso al traffico per ospitare giochi, attività culturali e laboratori, frutto di mesi di lavoro da parte di un gruppo di alunni.

Alla base della costruzione della struttura non sta solo l’iniziativa di dare nuova forma al viale, per poter accogliere un altro uso dello spazio pubblico. Bensì, quello che sottostà al progetto dei ragazzi del Liceo Ulivi è una “politica” ben precisa: ridare spazio ai pedoni, alle persone, promuovere una mobilità lenta e liberare la città dalle auto. Come spiega Niccolò Vernazza, docente al Liceo Ulivi di matematica e fisica e coordinatore del gruppo Change, l’idea è quella di promuovere queste azioni davanti a ogni scuola: per il bene dei ragazzi, per un discorso di sostenibilità ambientale e per promuovere spazi di socialità laddove sfrecciano, anche pericolosamente, vetture a ogni ora del giorno.


Da dove è nata l’idea di montare i parklet di fronte al Liceo Ulivi e come si è svolta la raccolta fondi? Siete un gruppo di studenti e professori?

Facciamo parte del gruppo Change, nato quest’anno al Liceo Ulivi. Si tratta di un gruppo che lavora durante il pomeriggio, formato da ragazzi e professori accomunati dalla volontà di cambiare la città in senso sostenibile. Ci siamo concentrati subito su cosa concretamente potevamo fare e abbiamo pensato al viale Maria Luigia, che è sempre molto trafficato, privo di punti di attrazione, privo di panchine e di spazi pubblici. È un immenso parcheggio a cielo aperto, oltre a essere un luogo poco sicuro per il continuo passaggio di macchine.

L’idea del parklet è nata durante i primi incontri che abbiamo fatto e ci è subito piaciuta molto. Abbiamo iniziato a capire come andava concretizzato il progetto, quindi oltre a informarsi a livello burocratico attraverso contatti con il Comune, abbiamo pensato a quanti soldi sarebbero serviti e a come avremmo fatto a reperirli. Abbiamo provato varie strade, e dopo alcune donazioni che abbiamo raccolto, Brico Center ci ha donato l’impregnante, Guardaroli delle viti, Manifattura Urbana dei legni per fare panchine e tavoli, oltre alla manodopera gratuita che ci è stata fornita. Ci servivano soldi per acquistare altro legno e le vernici, e quindi abbiamo attivato una raccolta fondi che è andata relativamente bene, poiché ci ha permesso di acquistare quasi completamente a costo zero quasi tutto, grazie ai 1400 euro che sono stati raccolti. Dopodiché, un po’ in ritardo, siamo partiti con i lavori.

Avete inaugurato i parklet il 22 aprile, Giornata della Terra, con varie iniziative. Com’è andata quella giornata e come hanno risposto le studentesse e gli studenti?

Ce l’abbiamo fatta ad avere tutto pronto per il 22 aprile, la Giornata della Terra, lavorando anche fino alla sera tardi. Abbiamo costruito qualcosa che possa durare per tempo e essere nel caso vista e riaggiustata, manutentata, pulita, anche adesso che è estate. Il 22 aprile per l’inaugurazione, abbiamo ottenuto la chiusura del viale e il divieto di parcheggiare le macchine. Il nostro sogno era la realizzazione di un’assemblea collettiva di tutte le scuole che occupasse il viale con attività per lo più sportive, culturali e informative. Così, dalle 9 alle 12 i ragazzi hanno partecipato agli incontri, dalla manutenzione delle biciclette, ai giochi in scatola, ping pong e pallavolo. Abbiamo inaugurato il parkelt con politici, il sindaco Michele Guerra, alcuni assessori regionali.

Abbiamo così attivato una raccolta firme per convincere l’amministrazione a rendere la struttura permanente, che soprattutto nella persona di Gianluca Borghi, Assessore alla Sostenibilità Ambientale, Energetica ed alla Mobilità, è sembrata accogliere positivamente l’iniziativa e ha quindi promesso il mantenimento con l’opera. L’idea è piaciuta, così hanno deciso di prorogare senza una fine la struttura, diventata un’istallazione permanente.

Dato il permesso per lasciare ancora del tempo i parklet al posto di alcuni posti macchina che avete ottenuto, com’è stata la comunicazione con l’amministrazione comunale?

La comunicazione dell’amministrazione  in generale è stata buona. Devo dire che alla fine siamo riusciti ad ottenere ciò che desideravamo. Speriamo che l’amministrazione continui ad avere coraggio, anzi di averne anche di più, perché pensiamo che sia il tempo di cambiare la città di Parma e non solo. Sarebbe bello fare anche un discorso regionale e nazionale. Appena si mette il naso fuori dall’Italia infatti ci si accorge di come l’Europa stia cambiando, dai paesi dell’est a quelli dell’ovest, non solo i blasonati paesi del nord, in senso sostenibile, con spazi cittadini pensati per le bici o per i pedoni, a misura d’uomo. In questo modo si promuove una mobilità lenta e più sicura, mentre invece nelle città italiane macchina resta ancora la dominatrice assoluta della strada.

Sul sito del liceo si legge che il vostro obiettivo è di promuovere questa iniziativa di fronte a ogni scuola. Quale “politica” avete intenzione di promuovere in questo senso? Quali sono i vantaggi della pedonalizzazione delle aree frequentate da giovani?

I vantaggi sono innumerevoli: sicurezza, meno incidenti anche gravi che coinvolgono i pedoni, meno inquinamento, meno malattie, un contributo all’abbattimento del riscaldamento globale. Parma forse può fare poco, ma a livello nazionale si può fare già tanto. Il parklet è un simbolo, un modo di ripensare la città, perché togliamo spazio alle auto, e lo diamo a strutture che possono permettere alle persone di riposarsi, sostare, socializzare. Le giornate sono sempre più calde e una zona all’ombra dove riposarsi su un viale di 400 metri vuol dire anche, non dico salvare la vita, ma alleviare la sofferenza e la canicola, che nelle persone più deboli può causare seri problemi.

Una sola struttura non fa la differenza, ma il nostro obiettivo è di costruirne altre, in modo tale da inglobare il tutto in un discorso più ampio: spazio dedicato ai pedoni, maggiore trasporto pubblico, velocità di 30 km orari in tutto il Comune di Parma. In poche parole più spazio per le persone. Immagino scacchi con cui si può giocare per strada, postazioni ping pong, aule all’aperto sul viale. Sono progetti che già si vedono in giro per l’Europa, ma in Italia d’abitudine è usare la macchina e usare la città come parcheggio. L’idea potrebbe aiutare Parma a lottare contro lo spopolamento del centro, la chiusura dei negozi, causate da apertura di spazi comodi da raggiungere in macchina all’esterno della città, come i centri commerciali. Se riportiamo la città a vivere lentamente, le diamo la possibilità di rinascere.

Che risposta ha dato, invece, la cittadinanza?

La cittadinanza ha risposto molto bene, mentre lavoravamo pulivano, alcuni ci chiedevano informazioni, si sono creati dibattiti. Vediamo poi che tutti i giorni il parklet viene usato. La cosa che piace di più è vedere anziani e bambini: è costruita da noi studenti ma non è solo per noi studenti, è per tutti.

Purtroppo c’è un po’ di inciviltà, ma l’avevamo messa in conto. Non puoi fare le cose che piacciano a tutti, l’idea è stata: facciamolo, anche se è una novità assoluta nel panorama italiano. In Italia ci sono pochissime strutture così: costruite da studenti, proposte da una scuola. Noi speriamo che anche qualcun altro possa raccogliere questa idea e generare un ragionamento che abbia come fine la limitazione del traffico automobilistico a favore della mobilità sostenibile e e della costruzione di spazi da sfruttare sia per migliorare la nostra città sia per permetterci di adattarci ai cambiamenti climatici

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