Abuso di alcool, Al Anon: “Non vergognarsi di chiedere aiuto”
Aprile è il mese della sensibilizzazione contro l’abuso di alcol. Proprio ieri ricorreva l’“Alcohol Prevention…
Aprile è il mese della sensibilizzazione contro l’abuso di alcol. Proprio ieri ricorreva l’“Alcohol Prevention Day“, giornata che ha lo scopo di informare la popolazione sui rischi dell’uso di alcool. Nel territorio parmense, in prima linea, l’associazione Al Anon dà supporto ai familiari di bevitori problematici: può parteciparvi chiunque abbia un conoscente con problemi connessi al bere. Li abbiamo intervistati per sentire le loro iniziative in occasione del mese di informazione e prevenzione.
Da quanto tempo esiste Al Anon? Cosa fate come associazione?
“Negli Stati Uniti, nel 1951 l’associazione è nata da una branca di Alcolisti Anonimi. Mentre in Italia esistiamo dal 76: ci sono circa 350 gruppi presenti che operano abitualmente in tutte le province. Su Parma ci sono tre gruppi attivi, due in città e uno a Fornovo. Diamo semplicemente conforto a chi si trova in una condizione di disperazione, di vergogna, di rabbia, per la situazione di un conoscente che ha problemi di alcool, con incontri a cadenza settimanale o bisettimanale. Per partecipare non bisogna pagare o fare una tessera: rispettiamo al massimo la riservatezza di chi ci viene a chiedere supporto.”
Cosa è cambiato nella cura della dipendenza da alcool? Quali stereotipi da sfatare sull’abuso di alcool?
“Oggi l’alcolismo è rientrato fra le “dipendenze“, come la tossicodipendenza, i problemi di alimentazione, e la ludopatia. Vengono curate dello stesso servizio, che oggi si chiama SerDP, ovver “servizio per le dipendenze problematiche”. Quindi i medici, psicologi e psichiatri oggi hanno una gamma di utenti molto più variegata e più complessa da seguire. Purtroppo l’associazione non fa altro che dare conforto attraverso una condivisione di esperienze. Il primo concetto che vogliamo far capire a chi ci viene a trovare è che non abbiamo la soluzione assoluta all’abuso di alcool, ma la frequentazione del gruppo, intanto, fa sì che non ci si senta più soli. E questa è la prima cosa che un familiare di bevitore problematico desidera quando si mette a cercare aiuto. I passi che noi seguiamo per quello che noi chiamiamo “recupero” sono gli stessi passi che mettono in pratica gli alcolisti anonimi: il faro è l’accettazione di essere impotenti di fronte all’alcool. I familiari sbagliano quando cercano di intervenire e risolvere i problemi del loro conoscente. Dobbiamo lasciare che sia il familiare a fare il suo percorso.“
E quindi cosa consigliate ai familiari di chi abusa di alcool?
“Consigliamo di chiedere aiuto a chiunque, a vicini, ad amici, a medici. Quindi di superare la vergogna di vivere queste situazioni non accettate socialmente. Riteniamo veramente importante far sapere alle famiglie che non sono sole. In particolare le situazioni si aggravano quando il bevitore problematico è un famigliare: una famiglia con situazioni del genere vive continuamente situazioni di tensioni. Un episodio frequente è quello del coniuge a casa che aspetta il rientro del bevitore problematico per sentire se è ubriaco o meno: questa è una persona che vive continuamente in ansia e può creare situazioni di continuo litigio in casa. Tutta questa tensione potrebbe portare al mutismo del bevitore problematico, che a volte potrebbe anche chiudersi in un assoluto silenzio per evitare di essere “analizzato”. Il famigliare deve capire che non può controllare la vita del bevitore problematico.“
Come vi state muovendo per questo mese e per questa giornata?
“Per l’Alcool Prevention Day, stiamo organizzando una campagna di informazione massiccia, tramite eventi e conttatti con la stampa. Inoltre stiamo facendo una collaborazione con il servizio delle dipendenze dell’ospedale di Parma: i nostri membri saranno presenti e a disposizione dei familiari che accompagnano i bevitori problematici presso i medici. E’ un modo per far conoscere l’esistenza di un punto d’appoggio per i dipendenti da abuso di alcool. In generale, stiamo cercando di farci conoscere il più possibile. Noi non abbiamo interesse a portare nuovi membri, abbiamo interesse ad aiutare nuove persone.”


