Sfruttamento della prostituzione a Sorbolo Mezzani: due arresti

La Polizia di Stato, su mandato della Procura di Parma, ha arrestato M. M., 68 anni, indagato per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di giovani donne cinesi che venivano alloggiate negli appartamenti dell’uomo a Parma. Nel gennaio dello scorso anno, agenti della questura di Parma, sulla scorta di un esposto dei condomini di un immobile situato in via Torrente Palpirana, in cui si segnalava un sospetto via-vai in un appartamento occupato da alcune cittadine cinesi, effettuavano un controllo trovando all’interno proprio M. M. insieme a due donne cinesi, una delle quali riusciva a sottrarsi al controllo fuggendo da una finestra.

A riscontro della segnalazione in cui si ipotizzava un’attività di prostituzione, la polizia accertava che vari ambienti dell’appartamento erano evidentemente allestiti per la ricezione dei clienti: venivano rinvenute numerose confezioni di preservativi, olii da massaggio e rotoloni di carta assorbente. All’indomani di questo controllo, M. M. abbandonava l’appartamento. Nel successivo mese di giugno, a seguito di un secondo esposto di un gruppo di cittadini, gli agenti della questura di Parma sono intervenuti in un appartamento in via Malaspina dove, ancora una volta, veniva identificato M. M. in compagnia di un’altra donna cinese. L’allestimento dell’appartamento anche in questo caso non lasciava dubbi sul fatto che anche in questo secondo appartamento venisse esercitata attività di prostituzione.

Gli accertamenti avviati nell’immediatezza dagli investigatori della squadra Mobile, attraverso l’ascolto dei condomini dei due immobili e la consultazione di vari siti internet, consentivano di acquisire elementi da cui ricavare che quelle donne esercitassero la prostituzione e di ipotizzare che proprio M. M. fosse l’artefice e organizzatore. Sulla scorta di questi primi esiti investigativi, nel mese di ottobre 2020, la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione ad avviare attività di intercettazione telefonica delle utenze in uso al 68enne e, nel prosieguo, dell’utenza in uso alla giovane cinese rintracciata nel secondo appartamento. L’ascolto delle conversazioni registrate sul telefono della giovane ha consentito di riscontrare l’ipotesi che la donna intrattenesse contatti esclusivamente con potenziali clienti interessati a prestazioni sessuali: svariate decine di telefonate di uomini che chiedevano informazioni sulla tipologia di prestazioni offerte, sulle fattezze fisiche e sull’età della donna e, naturalmente, sulle tariffe. Gli importi, in base alla prestazione richiesta, variavano tra i 30 e i 50 euro e nel corso dell’intera attività investigativa è stato documentato che la donna ricevesse presso l’appartamento una media di 5 – 10 clienti al giorno.

Sull’altro fronte, invece, l’ascolto delle conversazioni registrate sull’utenza in uso a M. M. ha permesso di documentare che l’intera organizzazione dell’attività di meretricio fosse a lui riconducibile. Era lui, infatti, che imponeva le tariffe da applicare e i tempi di ricezione dei clienti, istruendo la donna su cosa dire nel corso delle conversazioni con questi; era lui che gestiva gli aspetti logistici e organizzativi, prendendo in locazione gli appartamenti (da ultimo quello di via Malaspina) e occupandosi della pubblicazione degli annunci sui vari siti internet. Sempre M.M. si appropriava del denaro provento dell’attività di prostituzione, per poi remunerare la giovane. Significative, in particolare, delle forme di controllo esercitate sulla donna, sono apparse le telefonate che l’uomo faceva sull’utenza della cinese fingendosi cliente, per testare le sue risposte ed eventualmente rimproverarla se non si fosse attenuta esattamente ai suoi dettami.

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