Il Parma comincia a programmare la Serie B: presentati Kalma e Ribalta

Il Parma Calcio ha presentato Jaap Kalma, nuovo Managing Director Corporate e Javier Ribalta, Managing Director Sport. Ecco le parole di Kalma: “C’è un’occasione enorme in questa città. Parma è una città fantastica, i tifosi hanno un legame sano, costruttivo con il club che viene vissuto positivamente anche nei momenti difficili. Il club ha una storia: siamo quarti in Italia per numero di trofei internazionali. Ha tutte le carte in regola per creare un successo duraturo. Il Presidente è una persona davvero eccezionale, ho sentito tanti parmigiani dire che siamo fortunati ad avere un Presidente così ed è questo uno dei motivi principali per i quali ho sposato questo progetto. Krause è un imprenditore eccezionale con un’organizzazione alle spalle, ma anche dei valori forti che porteranno al successo. Inoltre lui è davvero un parmigiano, ha un rispetto e un interesse nel fare il bene del club e della città che dovrebbe essere un esempio per molti. Sono molto felice di essere qui e lavorare per creare successo nei prossimi anni”

“In caso di retrocessione esiste il famoso paracadute, se dovesse succedere ci sono le leve da sfruttare nel breve termine. Sono qui da 29 giorni, sto impostando il lavoro per il futuro. Nel breve non ci sono tantissime possibilità a livello di crescita, si lavora sempre sul coinvolgimento dei tifosi e cercheremo di ottimizzare tutto ciò che si può, ma nel breve termine i margini di libertà non sono tanti, non si può rifare tutta l’hospitality o lo stadio, così come non possiamo stravolgere tutta la struttura dell’offerta essendoci già dei contratti commerciali con gli sponsor. Abbiamo lavorato tanto in questi primi giorni, sto conoscendo tutte le persone del club e sto lavorando sui vari dossier aperti. Lo stadio è uno di questi progetti aperti, è un sogno per chi lavora nel business del calcio perché puoi creare un’esperienza per i tifosi, per i partner e per tutto il mondo intorno. Si tratta di un progetto che sta viaggiando velocemente, ma non è l’unico: dobbiamo prendere alcune decisioni per l’anno prossimo”

“Sono cresciuto professionalmente nel mondo del marketing, ho girato molto, quando lavoravo in Ferrari ho scoperto il mondo dello sport dal punto di vista lavorativo. Per chi vede il mondo attraverso gli occhi del marketing lo sport è unico, si parte da un interesse e da un coinvolgimento del pubblico sul quale costruisci valore. Ci sono delle opportunità di basare tutto su partnership e valori veri, questo mi ha sempre ispirato molto; il calcio è un mondo dove credo di poter aggiungere valore ed è una cosa che mi motiva: essere parte di un qualcosa che abbiamo costruito. Vero che per il Covid ci sono dei problemi, io però vedo grandi opportunità per rendere lo sport più sostenibile”

“Quanto tempo ci vuole per attuare tutti i progetti? In realtà non si finisce mai. La parte business dello sport è strettamente legata ai risultati sportivi, si tratta di mettere il tutto sui binari giusti, c’è un percorso di sviluppo per far crescere il club internazionalmente come pubblico e come brand, facendo leva sul significato del club nel mondo. Ci vuole tempo, si può andare più velocemente o più lentamente anche a seconda dei risultati sportivi”

“Un obiettivo è quello del brand: non si tratta di inventarlo, ma è un lavoro archeologico, si scava nel brand, c’è la storia, ci sono i valori. Si tratta di capire cosa significa questo brand e unire a questo i valori del Presidente, creando un qualcosa di autentico e aspirazionale. Alla fine il brand siamo noi, deve essere una cosa per tutti noi.Un altro obiettivo è quello dello stadio, c’è un grado di supporto alto, c’è tanta positività, a Parma è un progetto che si può fare, a differenza di altre realtà. C’è tanto da fare, ci vogliono anni per realizzare uno stadio. Un terzo obiettivo è la creazione di un’organizzazione eccellente, tutti i casi di successo nello sport si sono basati su questo. Nei mesi valutando la posizione in classifica si discute con i partner, in maniera aperta; in alcuni casi ci può essere una riduzione della partnership ma si tratta di una riduzione abbastanza ridotta per il prestigio del club, se calcoli il valore che uno sponsor riceve la differenza non è così grande, dipende dai diritti che uno sponsor ha, ci sono discussioni già aperte e dipende dallo scenario che affronterà il club”

“Guardando la parte business vedo davvero opportunità. Il Parma nella parte business è un club strutturato bene, poi lo spazio c’è per migliorare. Il club negli ultimi anni è salito dalla D alla A, c’è tanto su cui costruire, faremo tutto per il lungo termine e creare le condizioni per il successo. Nello sport a volte si vince e a volte si perde, lavoreremo per fare sì di vincere tanto”.

Javier Ribalta: “In Serie B servono calciatori forti”

Ringrazio il Presidente per l’opportunità, perché per me come ha detto lui – al di là della classifica e dell’annata – il Parma è un grande club. E’ un club che vuole costruire qualcosa di importante. Io penso che sia una grande opportunità per tutti. Ho visto un progetto a lungo termine e per quello ho deciso di sposarlo. Ho girato parecchio come avrete visto dal mio curriculum, ho girato tanti paesi e sono stato in Italia tanti anni. Per me in questo momento è molto importante capire come il club è strutturato,”. E’ questo il pensiero di Javier Ribalta.

“Ancora la retrocessione non è avvenuta. Dobbiamo pensare a giocare lunedì, dobbiamo pensare a finire la stagione con dignità per rispetto dei nostri tifosi e per la nostra maglia. Abbiamo il dovere di finire bene. Io sono arrivato dieci giorni fa, sto sfruttando questo tempo per conoscere tutto: giocatori, allenatore, club in generale. Siamo in un momento di valutazione, non posso dire in concreto che cambi verranno fatti per la prossima stagione. Sono appena arrivato, sono stati giorni di conoscenza e sto ancora facendo delle valutazioni, poi è chiaro che più avanti andranno prese delle decisioni”. 

“E’ chiaro che bisogna essere realisti e la retrocessione è una possibilità chiara. Adesso per me è un momento di conoscere i valori che abbiamo nel club. Io posso avere in testa come vorrei strutturare il club nella parte sportiva, però devo capire i valori che abbiamo, se sono utili e se possiamo sfruttarli o meno. Oggi abbiamo un allenatore e dobbiamo ancora giocare delle partite, non è giusto che io parli di altre persone che non sono nel club, che potrebbero arrivare oppure no. Per rispetto a loro preferisco conoscerli e valutarli alla fine del campionato”. 

“Non avrei un solo modello di riferimento, perché ogni realtà e ogni club è diverso e non ha senso copiare o provare ad imitare ma ha senso provare a prendere il meglio di tanti. Conosco il mercato europeo ma conosco molto bene anche l’Italia perché sono stato qui nove anni. Conosco molto bene la Serie B, conosco la Serie A. Non vorrei nominare nessun club come riferimento ma è chiaro che da tutti i paesi c’è qualcosa da prendere. Per noi sarebbe più giusto creare, ed è quello che vogliamo fare, un modello nostro. Prendendo appunto le cose positive di tanti club e metterle tutte insieme con le nostre esperienze“. 

In Serie B servono calciatori forti, come in tutte le categorie. E’ chiaro che è un campionato particolare, sappiamo cosa bisogna fare per vincere la Serie B. E’ altrettanto vero che con un club così, una tifoseria così e con il nome Parma hai già tanto di guadagnato. Forse ho visto più partite di B in vita mia che di Serie A. Capisco la domanda e capisco la preoccupazione pure dei tifosi ma, in caso di retrocessione, verrà affrontata con le massime garanzie. Pensiamo, in caso di retrocessione, alla B come un piccolo passo indietro per poi farne altri in avanti. Proveremo, chiaramente, a fare una squadra molto competitiva che non ci condizioni troppo per noi anni successivi e che dunque possiamo usare nel futuro”. 

“Qual è la mia idea di calcio? E’ una buona domanda per l’allenatore – sorride – Vogliamo dare un modello di club dove il calcio attrattivo, offensivo sia una priorità. Non posso parlare di sistemi di gioco o altro perché è una domanda per l’allenatore però noi come club vogliamo dare una questa linea di calcio attrattivo, offensivo, di pressing, senza aver paura di nessuno. Queste sono le grandi linee della nostra idea, poi starà all’allenatore aggiustarle“. 

“Il Settore Giovanile per noi è fondamentale, è molto importante. Sono arrivato da poco ma ho visto che abbiamo fatto grandi investimenti e continueremo a farli, senza alcun dubbio. Quando parlo di una squadra per il futuro, da utilizzare in una categoria o in un’altra, parlo di una squadra con tanti giocatori giovani ma questo non vuol dire che giocheranno solo giovani. Faremo, spero, una squadra competitiva con il giusto mix di entrambi per arrivare a dove vogliamo arrivare. In caso di retrocessione vogliamo tornare al più presto possibile”. 

La linea della Società sarà chiara a prescindere dalla categoria. Non sono i calciatori a decidere se andranno via o meno ma è la Società a decidere, non sarà una porta aperta: ci sono dei contratti da rispettare a prescindere dalla categoria. Che si retroceda o meno cambia poco nel nostro progetto che è a lungo termine. Sarà la Società a dettare la linea e i contratti andranno rispettati, poi anche noi faremo le nostre valutazioni. Ma la categoria non cambia i nostri piani a lungo termine, siamo noi a marcare la linea e non altri”. 

“Io penso che da ogni esperienza negativa bisogna tirare fuori qualcosa di positivo. Non c’ero e non voglio giudicare quanto è stato fatto prima, io penso solamente al futuro ma penso anche che non è tutto da bruciare perché ci sono anche delle cose positive. Bisogna imparare dalle annate negative, dagli errori che tutti commettiamo, e ora bisogna ripartire. Speriamo di ripartire più forti”. 

“Tutte le squadre hanno calciatori giovani e meno giovani. Non penso che il problema del Parma in questa stagione siano stati i giovani anche perché hanno giocato piuttosto poco. Io voglio solamente prendere le cose positive di questa stagione, non sono state decisioni mie e non voglio giudicarle. Vedo dei valori positivi. Ho visto tante partite in cui il Parma vinceva 2-0 e ha pareggiato 2-2, vinceva 3-2 e ha pareggiato all’ultimo minuto. Cagliari, Firenze, Udine, tante. Cosa è successo non lo so perché non c’ero. Chiaramente non è una cosa normale quella che è successa quest’anno. Io voglio prendere qualche spunto positivo che c’è stato per ripartire. E’ chiaro che ne ho parlato con l’allenatore, ma è difficile dare una spiegazione che non sia un fattore mentale per una squadra che perde non so quanti punti negli ultimi minuti. E’ capitato di fare una gara all’altezza di tante altre squadre di Serie A, vincendo 2 o 3-0. Non parliamo di una squadra che perde tutte le partite 2-0, qui parliamo di una squadra che vince, va in vantaggio, fa delle partite di livello per 70-80 minuti e poi ha un momento in cui subisce dei gol. Non so quale spiegazione dare se non quella mentale che va al di là della tattica e delle qualità dei giocatori. E’ un fattore mentale, sarebbero stati tanti punti in più in classifica”. 

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