Teatro di corte dei duchi di Parma e Piacenza, il capolavoro in abete rosso fu fatto costruire nel 1618 e attraversa tutta la storia moderna di Parma

PARMA | Bellezza, ingegno. Tutto in legno. Da sala d’armi e tornei a suggello d’amore nella sua inaugurazione ufficiale del 1628, un capolavoro ligneo voluto da Ranuccio I, duca di Parma e Piacenza, per il passaggio in città del granduca di Toscana Cosimo II ma il cui taglio del nastro dovette attendere lo sposalizio tra Odaordo, figlio di Ranuccio, con Margherità de’ Medici, figlia di Cosimo dieci anni più tardi.

I lavori di costruzioni furono affidati all’Argenta (1546-1636) al secolo Giovan Battista Aleotti, architetto di gran fama che individuò nel grande vano della Pilotta progettato come Salone Antiquarium lo spazio ideale per far sorgere il maestoso teatro ducale. Ultimato nell’autunno 1618, come detto, il teatro dovette attendere oltre dieci anni per essere inaugurato.

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Un’eroica impresa di falegnameria, un palcoscenico di marchingegni ed effetti speciali

L’ingresso al teatro avviene attraverso le sotto gradinate, spazio da dove è possibile ammirare l’allestimento di alcuni modellini di navi da guerra e sculture in legno; reperti che, in modo quasi sacrale nel buio, emergono esaltati da spot di luce calda e brillante. Giunti alla fine di questo corridoio si accede lateralmente all’immensa platea.

Quello che oggi abbiamo la fortuna di visitare è quanto di più simile all’originale è stato possibile ricostruire a seguito dei bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto, nel 1944, Il Teatro riportò danni incalcolabili, sia all’architettura che all’impianto decorativo; per questo motivo oggi non sono più presenti le pitture e le sculture che ne abbellivano travi, pareti, colonne e nicchie, perlomeno non interamente. I calchi in gesso delle sculture, alcuni rilievi in legno originali, statue e stucchi, sono però custoditi ed osservabili sul retro del palco all’interno delle casse in cui erano state conservate nel periodo successivo alla guerra.

Teatro Farnese, il cuore di Parma in abete rosso | FOTO

L’impatto emotivo che suscita questo ambiente è fortissimo e meravigliosamente coinvolgente: un’immensa opera d’arte ci circonda e sovrasta da ogni lato, l’occhio fatica a cogliere un’immagine complessiva e risulta difficile per l’osservatore non ruotare su se stesso alla bramosa ricerca di dettagli; è un godimento plurisensoriale, dove i giochi di ombre che si creano per la luce filtrante dalle serliane si fondono al coinvolgimento olfattivo emanato dal legno ambrato.

Un’alta gradinata posta a ferro di cavallo circonda la platea e viene sormontata da un doppio ordine di loggiati. La platea fu pensata per poter essere allagata ed ospitare battaglie navali e prodigi scenici, così come il profondo palcoscenico. Sotto di esso si celavano infatti marchingegni di ogni sorta per poter dare vita agli effetti speciali. Il proscenio che lo incornicia è un monumento esso stesso, con le sue immense colonne corinzie e le travi che rievocano gli antichi templi classici.

Poco rimane delle antiche decorazioni; sono osservabili oggi nella loro collocazione originaria soltanto due statue equestri di Alessandro e Ottavio Farnese e, sulle pareti alle spalle degli spalti, gli affreschi, opera di numerosi artisti emiliani e lombardi. Le nicchie oggi vuote erano un tempo abitate da sculture raffiguranti divinità: queste sono in parte andate distrutte anch’esse e in parte conservate nel museo.

Teatro Farnese, il cuore di Parma in abete rosso | FOTO

La Nuova Pilotta: prosegue la rinascita del Complesso

Le manifestazioni per i 400 anni del Farnese rientrano nel più ampio progetto di rilancio del Complesso attuato dal direttore Simone Verde anche attraverso la progressiva riqualificazione degli spazi monumentali della Pilotta, che ha condotto nell’aprile scorso all’inaugurazione della Sala del TrionfoNel mese di giugno, all’interno del Complesso, si è tenuta l’inaugurazione di tre nuovi spazi espositivi variamente collegati al Teatro e alla sua storia. L’8 giugno sono stati infatti presentati al pubblico la Passerella farnesiana e la Sala della Collezione Farnese, a sottolineare l’indissolubile legame tra la città e la dinastia dei primi duchi. Il 20 giugno, all’interno del Teatro nelle sottogradinate, è stato inoltre inaugurato il nuovo allestimento dedicato all’affascinante storia di questa prodigiosa macchina teatrale. L’apertura al pubblico e la riqualificazione museale di diverse aree del Complesso, compresi gli spazi connettivi, contribuisce a restituire la percezione della originaria unitarietà del Palazzo di cui il Teatro costituisce il perno fondamentale.

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Teatro Farnese, il cuore di Parma in abete rosso | FOTO

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Teatro Farnese, il cuore di Parma in abete rosso | FOTO