Parma detiene un triste primato a livello regionale: è la città dell’Emilia-Romagna in cui è stata sequestrata più cocaina nelle operazioni antidroga del 2018

di Andrea Adorni, Chiara Corradi e Greta Magazzini

Nessuna città d’Emilia-Romagna come Parma. A sancire il primato, tuttavia, non è un dato positivo proveniente dal settore culturale, ambientale o sociale. Non è la prima città in Regione per qualità della vita, per dirne una. Purtroppo il primato che coinvolge la nostra città è quello realtivo alla quantità di cocaina sequestrata durante le 111 operazioni antidroga condotte nell’arco di un anno solare. Nel solo 2018, infatti, 42 chilogrammi di coca sono stati sottratti dalle Forze dell’Ordine a chi commercializza illegalmente questa sostanza stupefacente. Un dato allarmante, se si pensa che a livello numerico si tratta della stessa quantità sequestrara in una grande città come Torino.

Dati allarmanti, quelli che provengono dal rapporto annuale fornito dal Ministero dell’Interno, se si pensa agli effettivi quantitativi di droga che potrebbero essere oggetto di sapccio in città. Da fonti interne alle Forze dell’Ordine, infatti, si evince come i dati relativi ai quantitativi sequestrati potrebbero corrispondere al massimo ad un 5% della cocaina totale in circolazione. Tuttavia, grazie a alle operazioni antidroga svolte da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, si registra un aumento di sequestri di polvere bianca pari al 27% rispetto al 2017. Un dato rilevante e in contrapposizione rispetto all’andamento nazionale, visto che in Italia i sequestri di questa sostanza nel 2018 sono diminuti dell’11,70%.

Si fa sempre più serrato dunque il contrasto alla diffusione di sostanze stupefacienti in provincia di Parma, che ha portato ad un aumento dell’8% di persone segnalate all’autorità giudiziaria rispetto all’anno precedente. Gli stranieri coinvolti nel narcotraffico sono circa 1.400 a livello regionale, di cui 162 segnalati alle autorità all’interno della città ducale e del parmense. Nel corso delle operazioni antidroga, la cocaina è stata rinvenuta occultata prevalentemente negli abiti, nelle case, in auto e nelle cavità corporee. Mentre le provenienza, nei casi in cui è stata effettivamente accertata, è da ricondurre per lo più al mercato sudamericano, con Brasile, Cile e Colombia in prima linea.

Le altre droghe

Analizzando i dati provenienti dalla Questura e dal Ministero dell’Interno, si nota come le altre sostanze più sequestrate a Parma e provincia siano i cannabinoidi. Durante le attività di contrasto allo spaccio svolte dalle forze di Polizia, infatti, sono stati intercettati quantitativi di Hashish e Marijuana che si aggirano intorno ai 50 chilogrammi. In questo caso, si tratta del secondo dato più basso in Regione, con la provincia di Piacenza al primo posto con meno di 30 kg sequestrati. A Bologna il dato più alto: 380 i kg confiscati a sapcciatori e associazioni finalizzate allo spaccio da parte da parte di Polizia e Carabinieri.

Per quanto riguarda altre tipologie di stupefacienti, come eroina e droghe sintetiche, i quantitativi sottratti al traffico illecito in provincia di Parma risultano quasi irrilevanti. Tuttavia, è da registrare come all’Emilia-Romagna appartenga il secondo dato più alto a livello nazionale di sequestri di droghe sintetiche in polvere. Con 18 kg sottratti alla circolazione di queste droghe, si è registrato un incremento delle confische del 1.275% rispetto al 2017.

Occorre precisare che spesso il numero delle operazioni antidroga svolte è condizionato da alcuni fattori: la consistenza della popolazione residente, che garantisce agli spacciatori una maggiore o minore estensione della domanda, la presenza di gruppi criminali dediti al narcotraffico, oppure l’esistenza di territori di frontiera terrestri, marittimi o aerei. Queste variabili permettono alle Forze dell’Ordine di aumentare o diminuire l’intensità delle loro attività di repressione all’interno di un determinato territorio.

Andamento decennale dei sequestri di droga per tipologia

Tossicodipendenze: 1300 persone si sono rivolte ai servizi dell’Ausl

Per quanto siano in aumento le persone che si rivolgono ai servizi del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale-Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma, risulta stabile il numero di coloro che richiedono assistenza per tossicodipendenze. Risulta invariato, infatti, il dato relativo al 2018 per gli accessi ai Servizi per le dipendenze nell’area “droghe e/o farmaci”: 1300 persone hanno usufruito di una prestazione in questo settore. Secondo le analisi fornte dall’Ausl, il dato è pressoché identico a quello del 2017.

Il range d’età di chi chiede aiuto per uscire dalla dipendenza è molto ampio: va dai 15 ai 93 anni. Ma se l’età di chi si deve sbarazzare del vizio del gioco d’azzardo è piuttosto elevata, per quanto riguarda la dipendenza dipendenza da droghe e/o farmaci, l’età media si aggira intorno ai 40 anni. L’utenza in questi casi è prevalentemente maschile, con il 79% dei casi appartenenti a questo sesso. La sostanza più abusata all’interno di questo panorama è da ormai da diversi anni quella della famiglia degli oppiacei (68%). Mentre la cocaina durante il 2018 è risultata essere la sostanza primaria d’abuso per il 20% delle persone, leggermente in crescita rispetto al 2017 (19%).

Un indicatore più sensibile ai mutamenti nell’ambito dei consumi è rappresentato dalla tipologia di sostanze utilizzate dai nuovi soggetti che entrano in trattamento ogni anno. Si conferma il trend di aumento dei nuovi utenti la cui sostanza primaria è la cocaina, che nel 2018 continua ad essere superiore alla percentuale delle persone che fanno abuso di oppiacei. Nel 2018, infatti, il 35% dei nuovi utenti è stato preso in carico per
problematiche di dipendenza primaria da cocaina, mentre il 24% si è rivolto al servizio con una domanda di trattamento per abuso/dipendenza da oppiacei e il 29% per cannabinoidi.

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