Centinaia di persone, questa mattina prima dell’alba, hanno atteso in Stazione l’arrivo del Treno della Memoria in occasione delle celebrazioni del Centenario del Milite Ignoto (1921-2021). Partito questa notte da Genova, il convoglio si è fatto attendere nel parmense – dove ha toccato anche le stazioni di Borgo Val di Taro, Ostia P.se, Ghiare di Berceto, Solignano, Fornovo di Taro, Ozzano Taro, Collecchio – ma le tante persone radunate al Binario 1 non si sono fatte scoraggiare né dall’attesa né dall’aria fresca. E mentre arrivava la notizia della partenza del treno dalla stazione di Collecchio, le autorità presenti con i gonfaloni dei Comuni e delle associazioni di combattenti si sono disposti in fila per rendere gli onori a quei vagoni che – cento anni fa – trasportarono la salma del Milite Ignoto da Aquileia all’Altare della Patria di Roma. Un plauso e un ringraziamento all’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, coordinato dal delegato provinciale Cav. Roberto Spagnoli e alle sezioni degli alpini della nostra Provincia che hanno organizzato le tappe del treno nel parmense.

Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria

Con queste parole, il 4 novembre 1921, il Milite Ignoto ricevette la Medaglia d’Oro al Valore Militare prima di essere tumulato all’Altare della Patria. L’idea di onorare una salma sconosciuta – a perenne ricordo di tutti coloro che persero la vita nel primo conflitto mondiale – fu del Generale Giulio Douhet nel 1920. L’anno successivo venne approvata la legge e il Ministero della Guerra diede incarico ad una commissione di esplorare tutti i luoghi nel quale si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dal Piave al Montello. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

Le undici salme vennero portate inizialmente a Gorizia e quindi alla Basilica di Aquileia dove, il 28 ottobre 1921, venne scelta la salma destinata a rappresentare il sacrificio di 600mila italiani. La scelta fu fatta da Maria Bergamas di Gradisca d’Isonzo, il cui figlio Antonio si era arruolato nelle file italiane sotto falso nome essendo suddito austro-ungarico, caduto in combattimento nel 1916. La salma dell’Ufficiale fu recuperata al termine del combattimento e tumulata, ma venne poi dichiarato disperso dopo che un violento tiro di artiglieria sconvolse l’area dove era stato sepolto.

La bara scelta dalla Bergamas fu collocata sull’affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato. Lo stesso che oggi ha sfilato nel parmense. Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio originale si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo. In queste settimane il Treno della Memoria sta transitando in molte delle città che non furono toccate dal tragitto originario, per terminare il suo viaggio il 4 novembre a Roma.

L’omaggio della Provincia di Parma questa mattina riveste un valore doppiamente importante: quello della memoria di tutti coloro che persero la vita in Guerra e di cui il Milite Ignoto rappresenta il sacrificio e quello di monito a non ripetere gli orrori del passato.

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