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Per celebrare la tradizionale Festa di Sant’Antonio da Padova il 13 giugno, nella Chiesa dell’Annunziata di Parma verranno celebrate tre S.Messe – ore 8.30, 18:30 e 20:30 – nelle quali verrà distribuito ai fedeli il panino benedetto di Sant’Antonio. All’interno del programma, alle ore 16:00, è prevista anche la benedizione dei bambini. La venerazione parmigiana per “Il Santo dei Miracoli” deriva dall’epoca farnesiana: allora il Santo veniva festeggiato nella Chiesa di San Francesco, dove anche il Duca di Parma Antonio Farnese si recava in adorazione.

In provincia a Sant’Antonio da Padova è intitolato anche l’Oratorio di Soragna, progettato dall’architetto Francesco Galli da Bibbiena, completato nel 1696 e decorato con ricchissimi stucchi barocchi dallo scultore Giovanni Mercoli. Nel 1705 gli abitanti di Fontanelle si rivolsero a Sant’Antonio per cercare protezione dalle acque del Taro; mentre a Bogolese si ricorda la banda di ladri che tra il 1858 e il 1863 devastò il territorio della Bassa parmense, da Colorno a Mezzani: al termine del processo i cittadini si trovarono per celebrare insieme la lunga processione di Sant’Antonio e invocare sul paese la benedizione del cielo.

A Sant’Antonio da Padova sono attribuiti molti miracoli come la guarigione di uno storpio o la resurrezione di un giovane, ma una delle leggende più diffuse narra che, per convincere alcuni eretici della veridicità delle sue parole e azioni, li portò in riva al mare dove i pesci udirono la sua predica tenendo la testa fuori dall’acqua. Secondo le credenze, quando il Santo si trovò in punto di morte, il 13 di giugno del 1231, fece richiesta di essere portato a Camposampiero a Padova. Lungo il tragitto, mentre le sue condizioni si aggravavano, il gruppo che lo scortava incontrò una donna in lacrime con in braccio un neonato che sembrava morto. Quando Sant’Antonio prese in braccio il bambino, questi si svegliò e gli sorrise. Il futuro Santo riconobbe così nella donna la Vergine Maria e morì in pace.

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