Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Parma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito arrestato un 35enne cittadino nigeriano per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Ducale, inizia con un controllo effettuato il 2 aprile scorso, in una zona della città notoriamente dedita allo smercio di stupefacente, di un’autovettura con alla guida il cittadino nigeriano. Lo stesso, oltre a non riuscire a giustificare la presenza in zona, è stato trovato in possesso di due cellulari che, a seguito della verifica effettuata nell’immediatezza dalla pattuglia, si è accertato essere utilizzati per accordarsi con gli acquirenti per la consegna dello stupefacente. La successiva analisi dei tabulati ha consentito di individuare una clientela fidelizzata di persone che acquistava dall’interessato già a partire dall’anno 2017.  

Nel corso dell’attività d’indagine è emerso altresì che l’arrestato richiedeva agli acquirenti di utilizzare un’applicazione che consente di effettuare chat e chiamate audio-video crittografate, con il chiaro intento di evitare di essere intercettato. I Carabinieri sono riusciti, a seguito dell’attività d’analisi, sommarie informazioni rese dagli acquirenti ed individuazioni fotografiche effettuate dagli stessi, a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in relazione al reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Sono state così ricostruite, nel corso dell’attività svoltasi nell’arco del quadriennio 2017-aprile 2021, cessioni di decine di dosi di cocaina. Basti pensare che, solo nell’ultimo anno, l’attività ha consentito un guadagno di circa 30 mila euro.

L’uomo non ha interrotto l’illecita attività dopo il controllo della pattuglia ed il 10 aprile è stato arrestato, in flagranza di reato, mentre cedeva cocaina e posto agli arresti domiciliari dagli stessi militari della Compagnia ducale. Aderendo alla prospettazione della Procura, il GIP ha successivamente ritenuto l’inidoneità della sola misura degli arresti domiciliari, poiché’ non in grado di impedire all’indagato di avvalersi di corrieri per consegnare la cocaina o di ricevere i suoi clienti per la fornitura di detta sostanza stupefacente presso il proprio domicilio e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

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