La riorganizzazione Parmalat preoccupa i sindacati: “A rischio i posti di lavoro”
Il 1 febbraio convocato il coordinamento delle Rsu; i sindacati: “Ci confronteremo su proposte alternative…
Il 1 febbraio convocato il coordinamento delle Rsu; i sindacati: “Ci confronteremo su proposte alternative e valuteremo la mobilitazione dei lavoratori”
PARMA | I sindacati parmigiani – Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – sono preoccupati per l’intenzione del gruppo Lactalis di riorganizzare la Parmalat a causa della revoca delle negoziazioni in borsa: la proposta dell’azienda francese mette a serio rischio la tenuta occupazione dell’azienda collecchiese. “Il profilo industriale promosso da Lactalis – spiegano i sindacati – non è compatibile con il mercato italiano, dove i brand locali hanno un forte valore commerciale“.
Il prossimo 1 febbraio è stato, quindi, convocato il coordinamento nazionale delle Rsu: “Sarà l’occasione – proseguono Cisl, Cigl e Uil – per confrontarci su proposte alternative a quelle di Lactalis. Valuteremo anche di richiedere un tavolo di confronto con l’azienda ed eventualmente anche la mobilitazione dei lavoratori“.
La riorganizzazione di Lactalis, stando a quanto riportato da ‘Il Sole 24 Ore’, coinvolgerebbe tutte le aree geografiche in cui opera il gruppo francese. Lo scorso 9 gennaio i mille dipendenti del gruppo Parmalat hanno ricevuto sulla loro casella mail una nota di servizio dove venivano informati dell’imminente uscita dalla Borsa di Parmalat.
Le novità della riorganizzazione di Lactalis
Una delle novità portate dalla riorganizzazione sarebbe il trasferimento della direzione della Parmalat da Collecchio a Laval in Francia; la seconda novità è, invece, la nascita di nove divisioni che saranno gestite da manager francesi e fanno capo sempre a Lactalis. Una delle conseguenze potrebbe essere legata all’occupazione: il futuro di un’ottantina di manager con i relativi staff sembra essere incerto.
“Non esisterà più una funzione corporate italiana. Siamo preoccupati – afferma il segretario della Flai Cgil Mauro Macchiesi – per l’occupazione e perchè questo nuovo modello può mettere a rischio tutta la filiera alimentare italiana: dall’acquisto delle materie prime, alla ricerca“. Preoccupato anche il presidente di Copagri Franco Verrascina: “Uno dei più importanti gruppi alimentari italiani perderà la sua indipendenza. Chiediamo al Governo di contrastare quest’operazione: dopo il trasferimento di governance, infatti, si rischia concretamente di perdere anche lo stabilimento di Collecchio e avere ripercussioni sui mercati e sulla produzione“.

