Pellegrino Parmense, una terra di ristoro di ieri e di oggi

Le origini del Comune di Pellegrino Parmense sono […]

Pellegrino Parmense, una terra di ristoro di ieri e di oggiPellegrino è stata meta di viandanti nel medioevo, oggi per la qualità della vita è presidio SlowFood

Le origini del Comune di Pellegrino Parmense sono molto antiche, le prime testimonianze di attività umana in questo territorio, riconducibili a fenomeni agricoli, risalgono al Neolitico (IV millennio a.C.). Lo dimostrano le incisioni su una pietra levigata rinvenuta presso la Costa di Ceriato. I primi agricoltori disboscarono e misero a coltura gli appezzamenti più fertili, come quello sui terrazzi fluviali del Torrente Stirone. I primi nuclei abitativi risalgono però all’età del Bronzo e del Ferro (II-I millennio a.C.) e generarono un’intensa occupazione umana sul Monte Pietranera, roccaforte rocciosa e scura posta a dominio della pianura.

Intorno al IV-III secolo a.C. i Liguri iniziarono a stabilirsi lungo il territorio di Pellegrino, occupando le aree circostanti il Monte Pietranera. La presenza di una necropoli appartenente a questo popolo è stata scoperta dal sindaco-archeologo Giovanni Mariotti. Rispetto ad altre località non sembra che Romani e Liguri siano entrati particolarmente in conflitto, essendo che il popolo latino preferì sfruttare il territorio più fertile e pianeggiante rispetto a quello montuoso. La Tabula Alimentaria di Veleia, oltre a fornire l’origine di diversi toponimi della zona, sembrerebbe confermare tale teoria.


Sebbene sia dimostrata la presenza dei Longobardi in Pellegrino Parmense, non vi sono sufficienti reperti o documenti che stabiliscano la natura del loro stanziamento, anche se appare molto probabile che fosse presente una signoria, visto i reperti rinvenuti nelle vicinanze del castello. Questo fu fatto costruire – parzialmente – nel 981 da Adalberto di Baden, Conte Palatino, primo marchese di Bussetto e capostipite dei Pelavicino (o Pallavicino). Gli anni del medioevo vedono Pellegrino al centro del conflitto fra Guelfi e Ghibellini, soprattutto per la presenza dei Pallavicino, che parteggiarono sempre per questi ultimi. Diverse battaglie videro protagonista il castello che ben presto acquisì la fama di essere inespugnabile, solo nel 1428 si riuscì a dimostrare il contrario, quando Niccolò Piccinino, abile condottiero e grande stratega dei Visconti di Milano, individuò i punti deboli della fortezza e la espugnò con straordinaria forza.

Successivamente a dominare su Pellegrino Parmense furono i Fogliani, ma rimasti senza eredi maschi furono costretti a cedere la proprietà del feudo a Federico Meli Lupi di Soragna nel 1759, egli governò con il nome di Sforza Fogliani. Divenne infine Comune, dopo l’estinzione dei diritti feudali da parte di Napoleone Bonaparte, nel 1836.

L’origine del nome sembra che sia da ricondurre ad un periodo in cui i viandanti, diretti verso Roma, si fermavano a sostare al Santuario di Careno dedicato a Maria Assunta, posto lungo la strada prima di una grande salita, indi per cui era d’obbligo – prima di proseguire – fare una sosta per riposare. Lo stemma comunale vede proprio il santuario e il pellegrino che vi si reca.

Oggi Pellegrino Parmense è riconosciuto come un Comune del buon vivere da parte dell’associazione “SlowFood” e si contraddistingue per la produzione del Parmigiano Reggiano di Montagna, mentre quella del pane artigianale è particolarmente rinomata visto l’utilizzo di grani antichi e tradizioni secolari, proprio per questo il paese ha ottenuto il riconoscimento di “Città del Pane”.

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