“Pensarla in modo diverso non ci rende nemici” – IL CASO e una riflessione | EDITORIALE
I veri “avversari” della Provincia – La quotidianità sul nostro territorio offre la possibilità – a fronte delle notizie che circolano – di aprire dibattiti, confronti, scambio di materiale personale e di interesse pubblico tra redazione e cittadini, tra redazione e associazioni e gruppi di persone legate ad interessi e impegni specifici. Nella maggior parte dei casi questo incontro si svolge in modo, oltre che produttivo, anche e sopratutto in modo cordiale e dinamico, rapido ma non superficiale, interessante e utile a tutti. Ci sono poi quei casi – sembrerà strano ma per quanto da poco attivi ci serve già buona memoria per ricordarne il numero – in cui le persone, traviste grazie al web da arieti dell’offesa, senza nome e civiltà, si scagliano un po a casaccio, dove la cecità culturale li guida, contro tutti e tutto, contro chi fa informazione e chi la discute. Ovviamente senza contenuti, senso critico e ribollenti – sordi e posticci – di un fervore bestiale e scoordinato […]
di Luca Galvani
“Pensarla in modo diverso non ci rende nemici e l’informazione è un diritto/dovere, non un’accusa”.
I veri “avversari” della Provincia – La quotidianità sul nostro territorio offre la possibilità – a fronte delle notizie che circolano – di aprire dibattiti, confronti, scambio di materiale personale e di interesse pubblico tra redazione e cittadini, tra redazione e associazioni e gruppi di persone legate ad interessi e impegni specifici. Nella maggior parte dei casi questo incontro si svolge in modo, oltre che produttivo, anche e sopratutto in modo cordiale e dinamico, rapido ma non superficiale, interessante e utile a tutti.
Ci sono poi quei casi – sembrerà strano ma per quanto da poco attivi ci serve già buona memoria per ricordarne il numero – in cui le persone, traviste grazie al web da arieti dell’offesa, senza nome e civiltà, si scagliano un po a casaccio, dove la cecità culturale li guida, contro tutti e tutto, contro chi fa informazione e chi la discute. Ovviamente senza contenuti, senso critico e ribollenti – sordi e posticci – di un fervore bestiale e scoordinato.
I veri “avversari” della Provincia
IL CASO
In questi ultimi giorni ci è capito di pubblicare – come è consuetudine sui vari gruppi della montagna – contenuti elaborati dalla nostra redazione riguardanti i vari temi sopraggiunti alla cronaca locale e di interesse pubblico. Cosa accade? Accade che – risparmiandovi gli insulti e l’assurdità delle parole al limite (e oltre) della denuncia raccolte dai nostri collaboratori – la notizia non viene nemmeno letta, si inizia ad offendere in modo del tutto ingiustificato l’uno e l’altro al buio di una superficialità e di luoghi comuni a briglia sciolta, e si trasforma il tutto in una bella rissa da stadio. Bene, sul web ne siamo abituati ma siamo anche convinti che la vera qualità e il passo in avanti di una terra che cerchiamo di informare in maniera capillare, corretta e minuziosa, sia quello di non escludere chi ne parla e cerca di raccontarla aprendola al mondo. La paura di aprirsi agli altri e alle nuove idee si respira nello sguardo di chi – non solo, quindi, per un evidente deficit culturale – “sparacchia” tutto fiero, mascolino e fumante contro chi si impegna volontariamente e per passione in un lavoro coinvolgente e molto impegnativo. Si dovrebbe desistere? Molto probabilmente in certi specifici casi si, per regola no. Perché nessuno è un eroe inflessibile all’offesa. Ma costa di più passata la scottatura aver perso la sfida, e allora si riparte.
Le considerazioni, in breve, sono due: da una parte, più in generale, torna a bussare alla porta il sentito, risentito e sempre vero discorso per il quale il web, con la sua maschera impersonale, gonfia e rigonfia le vele dell’ego di ognuno di noi. E da quest’ego corrotto tira fuori il peggio che può, facendo si che dietro a dita agili alle offese si nasconda sempre più efficacemente il debole di idee e la vittima di una vita colpita dalla diffusa contemporanea.
Seconda considerazione: pensarla in modo diverso non ci rende nemici e l’informazione è un diritto di chi deve essere informato e un dovere per chi informa, e mai deve diventare un’accusa incivile da parte dei lettori ad altri lettori e alle redazioni, come dalle redazioni nei confronti dei lettori.



