Primo caso di peste suina nel parmense: è stato registrato nella giornata di lunedì a Tornolo, in Val Taro, in seguito ad esami effettuati su una carcassa di un cinghiale. In un territorio come il nostro, vocato alla produzione di salumi e ricco di allevamenti suini, l’arrivo della peste suina rappresenta un pericolo anche per l’economia. Cerchiamo di fare chiarezza, aiutati dalle FAQ del Ministero, e vediamo insieme cosa è l’infezione, come si propaga e quali sono i rischi.

Cosa è la peste suina?

È una infezione virale che colpisce i suini domestici e selvatici, non trasmissibile all’uomo. È una malattia altamente infettiva e spesso mortale per gli animali colpiti, sostenuta da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus. Questo virus è incapace di stimolare la formazione di anticorpi neutralizzanti, fattore che rende estremamente complicata la preparazione di un vaccino.

Come si trasmette la peste suina?

La PSA è una malattia altamente infettiva e diffusiva. I suini ed i cinghiali si contagiano attraverso:

  • contatto con animali infetti, compreso il contatto tra suini che pascolano all’aperto e cinghiali selvatici
  • ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti: scarti di cucina, broda a base di rifiuti alimentari e carne di cinghiale selvatico infetta (comprese le frattaglie)
  • contatto con qualsiasi oggetto contaminato dal virus, come abbigliamento, veicoli e altre attrezzature
  • morsi di zecche infette. Questa è una modalità di trasmissione di minore rilevanza in Europa, in quanto la specie di zecca interessata (O. erraticus) non è presente in maniera uniforme in tutto il continente (S. Costard et al. 2013)

La circolazione di animali infetti, i prodotti a base di carne di maiale contaminata e lo smaltimento illegale di carcasse sono le modalità più rilevanti di diffusione della malattia. Il virus è dotato di una buona resistenza in ambiente esterno e può rimanere vitale anche fino a 100 giorni sopravvivendo all’interno dei salumi per alcuni mesi o resistendo alle alte temperature. Nel sangue prelevato è rilevabile fino a 18 mesi.

È pericolosa per l’uomo?

No. Questa malattia non è trasmissibile all’uomo né attraverso il contatto diretto con animali malati, né tramite alimenti di origine suina. L’uomo può però essere veicolo di trasmissione del virus attraverso la contaminazione di veicoli, indumenti, attrezzature, cibo di origine o contenente carne suina, anche stagionata.

Che sintomi presenta la peste suina?

I sintomi principali negli animali colpiti sono:

  • febbre
  • perdita di appetito
  • debolezza del treno posteriore con conseguente andatura incerta
  • difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale
  • costipazione
  • aborti spontanei
  • emorragie interne
  • emorragie evidenti su orecchie e fianchi

La presenza del virus nel sangue (viremia) dura dai 4 ai 5 giorni; il virus circola associato ad alcuni tipi di cellule del sangue, causando la sintomatologia che conduce inevitabilmente al decesso dell’animale, spesso in tempi rapidissimi. Gli animali che superano la malattia possono restare portatori del virus per circa un anno, giocando dunque un ruolo fondamentale per la persistenza del virus nelle aree endemiche e per la sua trasmissione. Il virus è dotato di una buona resistenza in ambiente esterno e può rimanere vitale anche fino a 100 giorni sopravvivendo all’interno dei salumi per alcuni mesi o resistendo alle alte temperature. Nel sangue prelevato è rilevabile fino a 18 mesi.

È sicuro mangiare carne suina?

I prodotti a base di carne suina possono essere consumati in sicurezza, in quanto il virus della peste PSA non è trasmissibile all’uomo. Tuttavia i rifiuti devono essere correttamente smaltiti. Va sottolineato che nella Unione europea, a seguito della notifica di focolai di PSA negli allevamenti, è prevista l’attuazione di strette misure di controllo, che vanno dall’abbattimento e distruzione dei suini, all’istituzione di zone infette intorno ai focolai, sia nel settore domestico che nei cinghiali, dove sono vietate le movimentazioni in entrata e in uscita di animali e prodotti, compresi i sottoprodotti, a meno di specifico trattamento volto ad eliminare la presenza del virus, eseguito in stabilimenti autorizzati.

La movimentazione di suini vivi e prodotti suini, inclusi i sottoprodotti, è consentita in deroga e solo previa esecuzione favorevole di rigidi controlli sanitari. Inoltre,  al di fuori delle zone infette, i suini inviati al macello vengono sottoposti a visite pre-macellazione (visita ante-mortem) e post-macellazione (visita post-mortem) che assicurano in caso di sospetto l’eliminazione degli ani

Cosa si deve fare in caso di ritrovamento di una carcassa

È fondamentale informare il servizio veterinario dell’ASL competente sul territorio o della Polizia Provinciale o Municipale in modo che possano essere attivate le procedure diagnostiche ed allo smaltimento della carcassa in sicurezza. Per agevolare questa attività di prevenzione, la Regione ha istituito un numero unico regionale 051.6092124 che inoltra la chiamata alla Azienda Usl competente per il territorio interessata dalla segnalazione. È fondamentale non spostare la carcassa.