I Ris di Parma nell’equipe che ha analizzato i resti di Pico della Mirandola: le analisi hanno stabilito che il filosofo è morto per avvelenamento e non a causa della sifilide

PARMA | Pico della Mirandola fu avvelenato con l’arsenico: a dirlo è un team di ricercatori di diverse università italiane, tedesche, inglesi e spagnole insieme agli esperti del Ris di Parma. Dopo 500 anni è emersa, grazie a numerose analisi biologiche e chimiche, la versa causa della morte del filosofo: non sifilide, come si era pensato finora, ma avvelenamento da arsenico. 

Una nuova ricerca, condotta dall’Università di Pisa, di Bologna, del Salento, di Valencia, di York e del Max Planck Institute tedesco insieme agli esperti del Ris di Parma, ha stabilito che il grande umanista e filosofo è morto a causa di avvelenamento di arsenico. Finora la morte del filosofo, avvenuta a Firenze nel 1494, era stata attribuita alla sifilide. Lo studio condotto dai Ris è riportato sul Journal of Forensic and Legal Medicine. 

Gli esami – ha spiegato Fulvio Bartoli, del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa – hanno dimostrato che nei resti del filosofo erano presenti segni riconducibili a intossicazione da arsenico e che i livelli del veleno erano potenzialmente letali, compatibili con la morte per avvelenamento acuto. Ovviamente è difficile dimostrare che sia stato un avvelenamento intenzionale, anche se questa ipotesi è sostenuta da varie fonti documentali e storiche“.

L’equipe di ricercatori ha effettuato una serie di analisi di carattere biologicochimico-fisico su ossa, tessuti molli mummificati, vestiti, legno della cassa e unghie. È proprio quest’ultima che ha fornito gli elementi necessari per stabilire la causa della morte: l’analisi del microscopio elettronico a scansione ha evidenziato una traccia biancastra riconducibile all’esposizione all’arsenico. Tra le altre analisi effettuate dall’equipe anche la datazione al carbonio e la comparazione del Dna antico con sofisticate tecniche di microscopia ottica. 

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