Polemica sulle parole di Laura Cavandoli: “Dopo il ‘43 due schieramenti con idee valide”

La parlamentare non ha partecipato alle manifestazioni del 25 aprile e ha scritto: “Gli schieramenti…

La parlamentare non ha partecipato alle manifestazioni del 25 aprile e ha scritto: “Gli schieramenti dopo l’armistizio del 1943 erano entrambi mossi da convinzioni valide e giuste

PARMA | La mancata partecipazione dei neoparlamentari leghisti alle manifestazioni del 25 aprile hanno lasciato dietro di sé comprensibili e inevitabili polemiche. Anche e soprattutto dopo le dichiarazioni di Laura Cavandoli, che ha scritto: “dopo l’8 settembre 1943 in Italia c’è stata una guerra civile che ha visto alcuni schierati da una parte e altri dall’altra parte, entrambi erano mossi da convinzioni valide e giuste“. Il riferimento, evidentemente, è ai partigiani, da una parte, e ai nazisti e ai fascisti, dall’altra.

Parole che hanno suscitato la dura reazione di buona parte della politica di sinistra e del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che ha chiesto: “Io so da che parte sto e l’ho ribadito più volte. Voi leghisti, invece, state da quella di Forza Nuova che parla di ‘resistenza etnica’?“. Le parole del Sindaco alludono a quanto accaduto nella notte fra martedì 24 e mercoledì 25, quando alcuni esponenti di Parma del partito nazionalista si sono cimentati in un episodio piuttosto infelice. Alla vigilia del 25 aprile, infatti, questi hanno tappezzato alcuni luoghi simbolici della città con striscioni che recavano le parole: “Ore e sempre, resistenza etnica“. Pizzarotti si è poi scagliato contro lo stesso concetto di “resistenza etnica” definendolo come un “oltraggio scritto da un manipolo di fascisti contro il 25 aprile e la Resistenza, un concetto così barbaro e retrogrado da prescindere ogni pensiero politico democratico e liberale. È un concetto così selvaggio da non sembrare neppure umano“.

Il Partito Democratico cittadino, invece, ha rivolto alla Cavandoli domande sul significato di quanto scritto. “Riteniamo molto grave che i neoparlamentari della Lega di Parma non abbiano partecipato alla manifestazione del 25 aprile – affermano il Gruppo Consiliare e la Segretaria cittadina del Partito Democratico di Parma. Ma è addirittura inaccettabile che una di loro, l’On. Laura Cavandoli, si spinga a scrivere tali cose. Non c’è stata nessuna guerra civile: da una parte ci sono stati coraggiosi italiani che hanno scelto di prendere le armi e lottare per riconquistare la libertà perduta, dall’altra un esercito straniero occupante, supportato da quel che restava di un regime criminale“.


Il Pd è poi passato anch’esso ad una richiesta di spiegazioni: “A quali ‘convinzioni valide e giuste’ si riferisce la deputata leghista? Alle leggi razziali, ai campi di concentramento, alle stragi indiscriminate compiute a danno di cittadini inermi ed avversari politici? A una distorta interpretazione di un supposto “amor di patria”, quando la vera Italia non era quella della famigerata RSI ma quella che le si opponeva? Se l’On. Cavandoli, o chi per lei, pensa di usare la carica istituzionale per tentare di riscrivere la storia o di confondere le idee alle persone, specie più giovani, sappia che il Partito Democratico e la maggior parte dei cittadini di Parma, città medaglia d’oro per la Resistenza, faranno di tutto, in modo democratico, perché ciò non avvenga“.

Dure critiche anche da Potere al Popolo e l’ex deputata Patrizia Maestri

Patrizia Maestri, deputata alla Camera dei Deputati nella scorsa legislatura, ha definito le parole di Laura Cavandoli assolutamente inaccettabili per l’incarico ricoperto. “Sul piano ideale – e non ideologico – le motivazioni che hanno mosso chi ha combattuto tra il 1943 e il 1945 erano tutt’altro che egualmente ‘valide e giuste’, come scrive la Cavandoli. Sento il dovere di ricordarle che se non ci fosse stato il XXV aprile 1945 e se avessero vinto i sostenitori del nazismo, del fascismo e della Repubblica Sociale, il 4 marzo non ci sarebbero stata elezioni libere e democratiche e la ‘nostra’ parlamentare non potrebbe oggi fregiarsi di un titolo di cui evidentemente non ha ancora ben compreso il significato“. Infine, la Maestri invoca le scuse della parlamentare, che dovrebbe rappresentare tutti i parmigiani e gli italiani: “Dovrebbe scusarsi per la sua ingiustificata assenza dalle manifestazioni di ieri, al pari dei suoi colleghi parlamentari leghisti“.

Molto duri gli esponenti di Potere al Popolo, che hanno definito la parlamentare leghista “ignorante“, a tal punto da dover tornare sui libri di scuola. “Ancora una volta ci dà modo di deprimerci per la qualità scadente della sua preparazione culturale e intellettuale – affermano dalla direzione di PAP di Parma. Perché affermare che 75 anni fa si siano confrontate idee ‘valide e giuste’ significa aver passato davvero poco tempo sui libri di scuola. Significa, cara onorevole, non aver compreso nulla della Repubblica di Salò e dei suoi rapporti con il Terzo Reich, significa ignorare tutti coloro che, in camicia nera, hanno collaborato alla deportazione di migliaia di italiani perché di confessione ebraica. Significa, cara Cavandoli, continuare una polemica sterile, ampiamente superata da ogni approccio storiografico; per favore, si occupi di asili e di famiglie come ci ha promesso in campagna elettorale e la smetta di dare giudizi su un passato che poco conosce“.

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