Ponte Colorno-Casalmaggiore: “Un ricorso potrebbe allungare i tempi della riapertura”
Fabio Rainieri (LN): “La chiusura di questo ponte doveva essere gestita come una vera e…
Fabio Rainieri (LN): “La chiusura di questo ponte doveva essere gestita come una vera e propria catastrofe“
COLORNO-CASALMAGGIORE: “Se si allungheranno i tempi per riaprire il ponte, la sciagura sulle popolazioni rivierasche si aggraverebbe e si amplierebbero le già enormi responsabilità delle amministrazioni tutte che hanno gestito la situazione in modo pessimo”.
Con questa affermazione il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, ha commentato la notizia sul ponte sul Po tra Colorno Casalmaggiore per cui un ricorso avverso l’assegnazione dei lavori da parte della Provincia di Parma potrebbe allungare la sua riapertura e quindi l’enorme disagio che si è creato con una chiusura che si protrae dal settembre 2017.
“Come più volte ho ribadito la chiusura di questo ponte insieme alle criticità contemporanee degli altri ponti sul Po più vicini, doveva essere gestita per quello che è, una vera e propria catastrofe – ha quindi proseguito il Consigliere regionale leghista – In quel modo si sarebbero potute attivare procedure di emergenza che avrebbero notevolmente accorciato i tempi per reperire le risorse necessarie e per affidare i lavori al riparo da eventuali ricorsi“.
“Invece, la scelta sciagurata voluta in primo luogo dalla Regione Emilia-Romagna è stata quella di attivare la procedura ordinaria prevista dall’altrettanto sciagurato nuovo codice degli appalti approvato dal Governo Renzi che praticamente attira risorsi come il miele gli orsi – ha proseguito il vice presidente – Ed al diktat del Presidente regionale Bonaccini ovviamente si sono messi sull’attenti sia la Sindaca di Colorno, sia il Presidente della Provincia di Parma, pensando solo allo spirito di parte politica piuttosto che alle esigenze, ed ai disagi, dei cittadini da loro amministrati“.
“Tutto questo perché la Regione Emilia-Romagna non voleva anticipare i soldi per la riparazione urgente come invece aveva proposto la Lombardia – conclude Rainieri – Senza parlare che l’allarme per il degrado del ponte non fu dato dall’amministrazione provinciale che avrebbe dovuto effettuare controlli periodici ma da un agricoltore. Se dunque la chiusura del ponte è stata una sciagura, lo sono altrettanto le amministrazioni tutte targate PD che l’hanno gestita”.
© riproduzione riservata

