La Provincia di Cremona avvia i lavori sul Ponte Verdi di Roccabianca: prevista una chiusura di due mesi; la Provincia di Parma: “Nessuna comunicazione ufficiale”
“Il Ponte Giuseppe Verdi verrà chiuso completamente al traffico per due mesi“, inizia così la nota stampa diffusa nei giorni scorsi dalla Provincia di Cremona. Un provvedimento di cui anche la Provincia di Parma viene a conoscenza per mezzo stampa. La chiusura di due mesi, presumibilmente a partire dal 2 maggio, provocherà notevoli danni economici all’indotto sia turistico che commerciale di tutta la Bassa parmense. Ormai da tempo viene richiesta dai due comuni di Roccabianca e San Daniele Po la manutenzione al ponte, di competenza delle Province e delle Regioni. Appelli inascoltati che, oggi, sembrano aver portato alla decisione estrema di chiudere il ponte. “Se si fosse fatta manutenzione costante – ha commentato Marco Antonioli, sindaco di Roccabianca – oggi non saremmo a questo punto. Chi ne pagherà le conseguenze sarà la Bassa parmense“.
Il traffico verrà deviato sul Ponte di Casalmaggiore oppure nel viadotto autostradale. “Il provvedimento – continua la nota della Provincia – si rende necessario a seguito del progressivo ammaloramento di alcune travi“. L’amministrazione lombarda, inoltre nella nota, sollecita la Provincia di Parma e la Regione Emilia Romagna affinchè intervengano nel tratto di loro competenza.”Abbiamo investito – continua la Provincia di Cremona – 1.8 milioni di euro e la Regione Lombardia si è detta disponibile a stanziare ulteriori risorse prese dal Patto per la Lombardia“.
Dalla Provincia di Parma disponibile un milione di euro per sistemare alcune travi del Ponte

È già stato chiesto alla Regione Emilia Romagna un milione di euro dal fondo destinato alla manutenzione delle strade regionali in carico alle province. Soldi che saranno probabilmente disponibili ad ottobre ma “ad oggi non sappiamo ancora esattamente quali saranno le tempistiche“, specifica Serpagli. Inoltre è stato chiesto un incontro al Ministro Delrio per ottenere un finanziamento extra. “Il milione della Regione – spiega – verrà utilizzato per sistemare 6/7 travi, tra quelle più ammalorate. Proprio per riuscire a fare un intervento completo su tutte le travi abbiamo chiesto aiuto al Ministero“. Dalla Provincia arriva comunque una rassicurazione importante: la situazione non è di pericolo. Uno studio ha rilevato quali sono le travi con maggiore criticità e saranno le prime su cui verranno eseguiti gli interventi appena ottenuto lo sblocco dei finanziamenti.
Mancanza di coordinamento?
Nel merito delle competenze provinciali esiste un protocollo d’intesa tra le due province che attribuisce a quella di Cremona la manutenzione del manto stradale e della parte superiore del ponte e a quella di Parma la manutenzione della parte sottostante. “Prendo atto della situazione critica redatta dalla Provincia di Cremona“, commenta il sindaco Antonioli. “Credo – prosegue – che quello che manchi sia il coordinamento. Ognuno provvede alla sua parte e crea disagi al pezzo successivo“. Il Sindaco spiega anche che dopo Pasqua è previsto un tavolo d’incontro in Regione Lombardia, a cui saranno convocate entrambe le Province. La data di chiusura del Ponte potrebbe dunque subire delle variazioni.
Dal punto di vista turistico potrebbero risentirne nell’immediato gli appuntamenti estivi della Festa del Culatello di Zibello e il Palio di San Secondo. “La mia proposta – conclude Antonioli – sarà quella di provvedere ai lavori mantenendo il senso unico alternato, con il traffico interdetto ai mezzi pesanti. Inoltre chiederò maggior coordinamento tra gli Enti. Non è accettabile che la strada venga, ipoteticamente, chiusa per due volte. Occorre coordinarsi per fare i lavori con meno disagio possibile per i cittadini“.
Brigati: “Della Bassa si ricordano solo quando devono parlare di Verdi”
“Se il presidente Bonaccini e il delegato provinciale Serpagli si fossero mossi prima – commenta amaramente – non saremmo arrivati a questo punto. Ricordo, infine, al presidente Bonaccini che la Regione Emilia Romagna non finisce a Reggio Emilia. Purtroppo della Bassa si ricordano solo quando gli torna comodo. Prima di riempirsi la bocca parlando del maestro Verdi, dovrebbero ricordarsi anche del territorio in cui lui è nato“.
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