Priamo Bocchi

La spesa sociale del Comune di Parma rappresenta la voce più consistente del bilancio comunale: riteniamo necessaria una riorganizzazione del sistema del welfare che vada nella direzione di una migliore efficienza, che assecondi maggiormente le reali necessità delle persone bisognose e che sia orientato da alcune priorità“, così il candidato sindaco Priamo Bocchi di Fratelli d’Italia. “Troppo spesso l’assessorato al welfare ha scaricato l’assistenza, il sostegno e la presa in carico di situazioni difficili e i relativi progetti di accompagnamento al cosiddetto terzo settore senza esercitare la necessaria attività di coordinamento e controllo (vedi caso Svoltare)“.

Fratelli d’Italia intende sostenere la famiglia anche attraverso l’introduzione di una diversa fiscalità (addizionale Irpef) e di un quoziente che faciliti l’accesso ai servizi delle famiglie in base ai reali carichi familiari. Impegno e risorse dovranno essere rivolte alla costruzione di un sistema di welfare che, in coordinamento con tutti gli assessorati, incentivino la natalità, aiutino le giovani coppie e superino una impostazione meramente assistenziale. “Servirebbe un gestionale informatico che permetta un flusso gestito di dati e informazioni per rendere più efficienti e monitorati i servizi di assistenza e contributi erogati. Occorrerà potenziare i servizi educativi per l’infanzia (1168 bambini da 0 a 6 anni in lista d’attesa per un posto negli asili comunali, 600 solo per i nidi), aumentare il tempo pieno, favorire i nidi famiglia (tagesmutter) e stipulare convenzioni con le scuole paritarie cattoliche. I Laboratori compiti e Famiglia dovranno essere aumentati in ogni quartiere attraverso il dialogo e una maggiore sinergia con enti, caritas parrocchiali e associazioni al fine di costruire e rafforzare le reti di prossimità esistenti. L’alto numero di persone in lista d’attesa per un alloggio popolare (1800) e le persone sotto sfratto, impongono poi urgenti investimenti in un piano casa che possa mitigare l’attuale emergenza abitativa. I disabili (fisici e intellettivi) e gli affetti da disturbi dello spettro autistico dovranno trovare la possibilità di abitare in residenze condivise (co-housing), supportati da una rete che veda partecipi servizi sociali, sanitari, psicologi, educatori e cooperative. Crediamo infine che vada introdotto un “patto sociale” che veda impegnati il comune e i soggetti assistiti che dovranno rispettare una condotta di piena legalità pena la compromissione del sostegno“, conclude Bocchi