La Provincia a Mattarella e Governo: “Senza soldi siamo spacciati”

Il Presidente Filippo Fritelli: “Senza soldi non possiamo fare nulla, a rischio servizi e sicurezza; si parla di scuole e strade, il Governo ci aiuti”

Il Presidente Filippo Fritelli: “Senza soldi non possiamo fare nulla, a rischio servizi e sicurezza; si parla di scuole e strade, il Governo ci aiuti

L’Unione Province d’Italia aveva già lanciato l’allarme: “Governo e Parlamento devono garantirci i finanziamenti necessari per assicurare alle nostre comunità servizi essenziali. Dalle scuole superiori alle strade provinciali, molte delle quali ormai in condizioni drammatiche” Anche il Presidente della Provincia aderisce all’appello lanciato dall’Upi. Abbiamo bisogno di risposte concrete e rapide – afferma Fritelli – e ad oggi non abbiamo fondi sufficienti neanche per chiudere il bilancio di quest’anno. Ci mancano 9 milioni e 400 mila euro. E il bilancio andrebbe approvato entro il 31 marzo. Ad oggi è impossibile, per noi come per le altre Province italiane“.

Dopo la vittoria del ‘No’ al referendum del 4 dicembre scorso, le Province sono state confermate enti di rilevanza costituzionale. Pertanto sono titolari di funzioni amministrative, con proprie entrate, che dovrebbero consentire di finanziare integralmente tali funzioni. Ma la realtà è ben diversa. La Legge Finanziaria del 2014 ha svuotato le casse della Provincia, considerandole come “enti in attesa della riforma costituzionale”. E la situazione oggi è drammatica. 


Nello specifico per la Provincia di Parma i prelievi dal bilancio sono stati molto pesanti. Si parla di 12 milioni di euro per il 2015, 17 milioni per il 2016 e 24 milioni per il 2017. Nel 2016, il Consiglio aveva deciso di  sforare il Patto di stabilità, per far fronte alle esigenze del territorio e velocizzare i pagamenti alle imprese. “Non possiamo neanche più parlare di tagli. Ma di un vero e proprio prelievo di risorse proprie dai bilanci delle Province verso lo Stato“, spiega Fritelli.  

La situazione attuale: alla Provincia solo il 3% dei tributi locali

Delle tasse dei cittadini residenti sul territorio alla Provincia resta solo il 3%. Una percentuale bassissima. Inoltre c’è da tenere conto che questi prelievi vanno contro la Costituzione, impedendo all’ente di svolgere le sue funzioni. “Come possiamo – continua il Presidente – gestire i 1400 km di strade provinciali in gran parte nel territorio montano? Per non parlare delle scuole superiori di nostra pertinenza e degli edifici storici, come la Reggio di Colorno. Per farlo abbiamo bisogno di avere professionalità indispensabili, ma l’organico è stato ridotto del 50%. E mancano le risorse

Fritelli fa proprie tutte le richieste e le rivendicazioni dell’Upi. La Provincia deve tornare a disporre delle risorse sufficienti ad assicurare la piena erogazione dei servizi a favore delle comunità. “Come amministratori – ricorda Fritelli – abbiamo fatto la nostra parte. Da due anni nessuno di noi percepisce compensi. Esercitiamo gratuitamente le nostre funzioni. Un caso unico tra le istituzioni della Repubblica“. LA richiesta a questo punto è chiara: “Questi risparmi siano messi a disposizione delle comunità. Siamo riconosciuti e restino nei bilanci provinciali“. 

Le richieste dell’Upi già presentate a Mattarella: “Ora si affronti la questione”

Nei giorni scorsi l’Unione Province d’Italia ha incontrato il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, per presentare il proprio appello. Serve una soluzione urgente del problema, che coinvolge tutte le Province italiane. L’Upi ha chiesto che il Governo affronti la questione con un decreto-legge e che il Parlamento porti il tema al centro della discussione di Camera e Senato.

Senza il Decreto Legge, afferma l’Upi, nessuna Provincia sarà in grado né di approvare i bilanci né di erogare i servizi. Sarebbe la prima volta nella storia del Paese. Le priorità che devono essere affrontate nell’immediato sono le seguenti. A cui si aggiunge, in modo indispensabile, la richiesta di azzeramento del taglio di 650 milioni per il 2017

  • Assegnare alle Province almeno 250 milioni aggiuntivi per l’esercizio delle funzioni fondamentali.
  • Assegnare alle Province almeno 300 milioni del fondo Anas per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali.
  • Lasciare nei bilanci delle Province i risparmi dei costi della politica determinati dalla gratuità totale dei Presidenti e dei Consiglieri provinciali.
  • Ripristinare l’autonomia organizzativa degli enti attraverso la soppressione del comma 420 della legge 190/2014.
  • Eliminare la prospettiva transitoria e le incongruenze della Legge 56/14. La legge che regola una istituzione costitutiva della Repubblica ai sensi dell’art 114 non può essere temporanea.
  • Cancellare le sanzioni per le Province che hanno sforato il patto di stabilità 2017. Lo sforamento è stato indotto dai tagli ai bilanci e dall’uso degli strumenti straordinari che il Governo ha obbligato ad usare pur di chiudere i bilanci.
  • Consentire alle Province in via straordinaria anche per il 2017 di utilizzare gli avanzi di amministrazione per assicurare gli equilibri dei bilanci.

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