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Psicologia sotto l’ombrellone: la salute non va in vacanza!

di Elena Copelli
psicologa
Servizio di Psicologia di Borgotaro

Proviamo quindi a elencare cinque semplici consigli pratici per fare in modo che la vacanza sia un’occasione di riposo e beneficio globale e completo

E’ arrivato agosto, un mese a cui tutti colleghiamo il bisogno di vacanza, di riposo, di tempo libero, di gite al mare, lago o montagna. E’ il mese in cui generalmente si vuole (o si tenta di) “staccare la spina”. Impazzano come ogni anno in tv e sui giornali i consigli per godersi al meglio le vacanze: idratarsi molto, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, utilizzare sempre la protezione solare.

Abbiamo mai pensato che le attese e meritate vacanze estive possano essere anche una preziosa occasione per rigenerare non solo il corpo ma anche la mente? Forse tutti ci pensiamo, ma spesso non riusciamo a godere appieno di questo periodo di sospensione delle attività e delle routine quotidiane perché in valigia, insieme al costume e agli occhiali da sole, portiamo con noi anche alcune cattive abitudini che ci impediscono di staccare realmente la spina come vorremmo. Per cattive abitudini si intendono ostacoli mentali più o meno reali, schemi rigidi con cui vediamo noi stessi e gli altri (“non posso mettermi in costume, mi vergogno”, “devo divertirmi per forza!”, “sei sempre il solito brontolone!”), preoccupazioni circa ciò che lasciamo a casa anche se per pochi giorni (un animale domestico, un genitore anziano, la pila di lavoro sulla scrivania…) oppure per ciò che ci attenderà al ritorno.

Proviamo quindi a elencare cinque semplici consigli pratici per fare in modo che le vacanze siano un’occasione di riposo e beneficio globale e completo:

  1. Cambiamo ritmo di marcia.

Lasciamo che, almeno per i pochi giorni di vacanza, sia l’ascolto dei nostri bisogni e non il ticchettio dell’orologio a dare il ritmo e la giusta velocità (o lentezza!) alle nostre giornate. Concediamoci di mangiare quando davvero abbiamo fame, dormire quando davvero abbiamo sonno, muoverci quando sentiamo il bisogno di attività, fermarci quando sentiamo il bisogno di pace. La sintonia con i nostri bisogni reali e profondi permette di fare spazio a uno stato di benessere globale, grazie anche ai preziosi ormoni e neurotrasmettitori antistress (endorfine e serotonina) che il nostro corpo attiva in questi momenti; è un lusso che nei giorni frenetici di lavoro e impegni non potremo (quasi) più concederci.

  1. Stiamo nel qui ed ora.

C’è tempo per pensare al rientro, in vacanza sforziamoci di vivere nell’attimo presente. Assaporiamo il cibo che stiamo mangiando, ascoltiamo per qualche minuto il rumore del mare (o del bosco), la temperatura dell’acqua sui piedi, dedichiamoci a un hobby o un passatempo tenuto nel cassetto, osserviamo le nostre emozioni nel momento presente mentre stiamo facendo qualcosa di piacevole, magari chiacchierando con il compagno di ombrellone o osservando il paesaggio dal finestrino. Sforziamoci di osservare solamente, senza giudicare, valutare o categorizzare ciò che proviamo o di interrompere il flusso con i pensieri ostacolanti di cui si parlava sopra.

  1. Stacchiamo la spina…e il telefono!

WatsApp, Facebook, Instagram e la posta elettronica possono stare senza di noi per qualche ora o, addirittura, per qualche giorno. L’aiuto e, perché no, anche la piacevolezza e la comodità che questi strumenti ci offrono durante il resto dell’anno sono validi, ma la vacanza potrebbe essere un’occasione per “disintossicarci” dalla socialità virtuale e riappropriarci di altre forme di comunicazione, non solo quella “faccia a faccia”, ma anche quella più intima con noi stessi e con chi sta viaggiando insieme a noi.

  1. Apprezziamo la compagnia dei nostri compagni di viaggio.

Le persone non fanno i viaggi; sono i viaggi che fanno le persone” così diceva J. Steinbeck. Cogliamo allora l’occasione di riscoprire il piacere di avere qualcuno al nostro fianco in questa vacanza. Che si tratti di un amico, un partner, un familiare o un figlio, dedichiamoci ad approfondire la comunicazione con lui, tiriamo fuori quelle domande o quei complimenti che vogliamo fargli da tempo, proponiamo attività piacevoli per entrambi, apprezziamo il piacere di una bella risata insieme. Se siamo in vacanza con i bambini, cerchiamo di avere un occhio di riguardo per loro e ricordiamoci di avere alcune semplici attenzioni:

concediamo ai bambini di avere tempi e bisogni diversi dagli adulti

spegniamo il cellulare e prestiamo loro le giuste attenzioni

portiamo pazienza e cerchiamo la mediazione piuttosto che il conflitto su ogni fronte…è una vacanza per tutti!

assaporiamo il piacere di tornare anche noi un po’ bambini insieme a loro, costruendo castelli di sabbia, giocando a nascondino, osservando come vola una farfalla o leggendo insieme un libro.

Ci lamentiamo spesso durante l’anno che “non c’è mai il tempo per nulla!”; la vacanza può essere allora lo spazio adeguato per recuperare il tempo perduto per tutta la famiglia.

  1. Facciamo i conti…con noi stessi!

Se accogliamo l’idea della vacanza come di un tempo di sospensione, cambio di ritmo e apprezzamento del presente, può farsi spazio anche la possibilità di un maggiore e più autentico contatto con noi stessi, cosa che spesso rifuggiamo durante l’anno. Le ferie possono essere un’occasione preziosa di rielaborazione personale degli ultimi mesi o dell’ultimo anno, soprattutto se nella nostra vita ci sono stati cambiamenti importanti, eventi critici o imprevisti, preoccupazioni o dolori che ci hanno colto all’improvviso. Possiamo fare un bilancio delle nostre forze e dei nostri bisogni, possiamo rielaborare emozioni e pensieri, soprattutto se spiacevoli, per potervi trovare un senso e quindi, in ultimo, accettarli e stare meglio.

 

Chiudiamo la valigia, lasciamo quello che non ci serve a casa e teniamo uno spazio alle possibilità e alle opportunità. Torneremo a casa con la valigia più piena e più ricca di quando siamo partiti…ma forse più leggera!

Buon viaggio a tutti!

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