Sabato a Borgotaro le ragioni del ‘Si’ con Patrizia Maestri
Patrizia Maestri, insieme al Sindaco Diego Rossi, parlerà della nuova riforma costituzionale in vista del voto referendario del 4 dicembre
Patrizia Maestri, insieme al Sindaco Diego Rossi, parlerà della nuova riforma costituzionale in vista del voto referendario del 4 dicembre
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Continuano gli incontri per il voto referendario del 4 dicembre. Sabato è la volta di Borgotaro, con la presenza di Patrizia Maestri. L’appuntamento, alle 17.00 in Biblioteca Manara, è aperto a tutti. Le tematiche trattate riguarderanno le ragioni del ‘Si’. L’incontro sarà introdotto dal Sindaco di Borgotaro Diego Rossi.
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
Per cosa si vota?
Il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre chiama gli elettori a esprimersi sulle novità della Costituzione. In particolare si vota a favore o contro la riforma Boschi-Renzi. Essa si pone come una riforma del Senato, che porta alla fine del bicameralismo perfetto.
Il ddl Boschi ha ottenuto l’approvazione al Senato con 180 sì, 112 no e 1 astenuto, ma ha avuto bisogno di un ulteriore passaggio in Parlamento. Nella seconda lettura alla Camera la riforma costituzionale non ha ottenuto la maggioranza. Per cui saranno gli italiani a decidere se confermare o meno la legge di riforma costituzionale.
Gli elementi essenziali della riforma costituzionale sono 4:
- Superamento del bicameralismo perfettamente paritario
- Riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese
- Revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni
- Eliminazione delle province dalla costituzione e soppressione del CNEL
La Camera sarebbe eletta a suffragio universale e diretto, rinnovandosi completamente alla scadenza del mandato. I senatori sono eletti dai consigli regionali e delle province autonome tenendo conto delle scelte dei cittadini.
Il Senato è composto al massimo da 100 membri:
- 95 eletti con metodo proporzionale dai consigli e scelti tra i consiglieri regionali e i membri sindaci
- 5 senatori sono nominati dal Presidente della Repubblica per un mandato di massimo 7 anni non rinnovabile.
Per quanto riguarda lo status dei senatori, la durata del mandato deve coincidere con quella dei consigli regionali dai quali sono eletti e ai senatori non spetta alcuna indennità per l’esercizio del mandato e le loro attività parlamentari.

