Reggia di Colorno, la residenza preferita della Duchessa Maria Luigia
La Reggia di Colorno fu la residenza preferita di Maria Luigia. Dopo la caduta di…
La Reggia di Colorno fu la residenza preferita di Maria Luigia. Dopo la caduta di Napoleone, Maria Luigia decise di non seguirlo in esilio all’isola Elba e tornò assieme al figlio a Vienna dove conobbe il generale, Adam Albert von Neipperg, con il quale partì per l’Italia nel 1816 per prendere possesso del ducato di Parma. L’entrata ufficiale di Maria Luigia nel ducato fu il 19 aprile 1816 e la sua prima destinazione fu la Reggia di Colorno, la sua residenza futura estiva. Poco dopo la sua entrata scrisse al padre: “Il popolo mi ha accolto con tale entusiasmo che mi sono venute le lacrime agli occhi”. Sotto l’epoca napoleonica, la Reggia fu dichiarata “palazzo Imperiale” il 28 novembre 1807. Dopo il Congresso di Vienna, e la morte di Napoleone, il ducato fu assegnato a Maria Luigia che trasformò la Reggia di Colorno in una delle sue preferite.
All’interno della Reggia, Maria Luigia collocò la statua della Concordia di Canova nella Sala grande e trasformò l’appartamento del duca in una suite di sale di rappresentanza, unendone due verso la corte d’onore per ricavare un’ampia sala da pranzo. Tra il 1839 e 1841, attingendo alla propria cassa privata, Maria Luigia finanziò la restaurazione della Reggia, sotto la direzione degli architetti di corte, il cavalier Bettoli e il professore Gazzoli. Tra i restauri, la duchessa promosse: il teatrino di corte, i tetti, i sotterranei, le grondaie, le facce esterne e le quattro torri laterali, la faccia del cortile principale, il cortile d’Onore, e la pavimentazione del cortile. Poi affidò a Carlo Barvitius il progetto di trasformare il giardino della Reggia all’inglese, nel quale fece realizzare una radura erbosa, viali sinuosi, un ruscello, un laghetto e un roseto, mentre nell’orto fece erigere una serra per le piante tropicali, divisa in tre aree climatiche, e una più piccola per coltivare gli ananas.
Con Maria Luigia la Reggia di Colorno assume un aspetto “romantico”, senza seguire schemi geometrici bensì ispirati ai dettami della natura. Secondo alcuni voci, quando la Maria Luigia viaggiava in incognito, preferiva usare il titolo di contessa di Colorno.



