Edificata agli inizi del XVIII Secolo, la Reggia di Colorno sorge sui resti dell’antica rocca del 1337

Originariamente pensata come rocca militare per la difesa dei possedimenti di Azzo, signore di Correggio, l’antica Rocca di Colorno edificata alla metà XIV Secolo divenne raffinata reggia in epoca rinascimentale. I lavori di ristrutturazione, che faranno della Reggia il luogo magnifico che oggi possiamo ancora ammirare, sono però ad opera di Ranuccio Farnese e della moglie Margherita Violante di Savoia i quali, a partire dal 1612, avvieranno un imponente progetto di restauro portato poi a termine dal figlio Francesco.

Con il passaggio del Ducato di Parma ai figli del Re di Spagna Filippo V, Carlo e Filippo. Nuovo splendore alla struttura fu donato proprio da quest’ultimo il quale, con la moglie Luisa Elisabetta figlia del Re di Francia Luigi XV, decise di ristrutturare il palazzo affidando i lavori all’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot. Fu in questa occasione che gli interni della Reggia furono trasformati ad immagine e somiglianza delle stanze e degli splendori conosciuti dalla duchessa a Versailles,

Con la morte di Ferdinando, figlio di Filippo, il Ducato di Parma verrà annesso alla Francia di Napoleone e la Reggia di Colorno, nel 1807, nominata Palazzo Imperiale. Sarà però con la sconfitta di Napoleone che, una volta assegnati i territori di Parma, Piacenza e Guastalla alla moglie dell’imperatore Maria Luigia d’Austria, che stanze, giardino e l’intera struttura subiranno nuovi importanti cambiamenti.

Con l’Unità d’Italia e il passaggio della struttura alla Provincia di Parma, nel 1871 la Reggia fu adibita a manicomio provinciale, con importanti ripercussioni che condizionarono pesantemente le condizioni del complesso. Solo negli anni Settanta del secolo scorso, dopo circa un secolo di attività, furono avviati nuovi lavori di restauro, organizzati eventi e mostre d’arte al fine di portare la Reggia all’attenzione pubblica valorizzarla sotto nuove vesti. Oggi la Reggia di Colorno è anche la sede di ALMA, Scuola di Cucina Italiana sotto la guida di Gualtiero Marchesi.

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