Parma ottiene 730.000 euro per gli asili del territorio: “Garantito benessere e sviluppo”

La Regione investe sugli asili nido; nel Parmense arrivano fondi per oltre 730.000 euro: saranno finanziati corsi per gli educatori e garantito un adeguato percorso di crescita pedagogica ai bambini

REGIONE EMILIA ROMAGNA | A Parma arrivano 730.000 euro dalla Regione per i nidi d’infanzia: serviranno per garantire asili di qualità che assicurino il benessere e la tutela dei bambini, ma anche un adeguato percorso di crescita pedagogica grazie alla formazione costante degli educatori. “Abbiamo sempre detto – afferma l’assessore Elisabetta Gualmini – che le famiglie e i bambini sono al centro delle nostre politiche di welfare, e i nidi rappresentano, per molti genitori con figli piccoli, un pilastro nell’organizzazione della vita quotidiana”. 

Uno stanziamento di 7 milioni e 250 mila euro da parte della Regione Emilia Romagna per i nidi d’infanzia del territorio: i contributi verranno assegnati direttamente ai Comuni e saranno ripartiti in base al numero di bambini iscritti ai servizi, con attenzione ai territori di montagna e agli alunni con disabilità. Grazie ai fondi verrà assicurata al personale una formazione costante, con garanzia di benesseretutela dei bambini e un adeguato percorso pedagogico. A Parma arriveranno 736.503 che saranno impiegati negli asili del territorio. 

I finanziamenti rientrano nel programma triennale proposto dalla Giunta regionale che prevede anche di utilizzare le risorse per diminuire le rette a carico delle famiglie e le liste d’attesa per le iscrizioni. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza, nell’anno 2016-2017, i bambini iscritti nei 1225 servizi educativi regionali erano oltre 33mila, il 30,6% residente in Regione; nel Parmense 126 i servizi attivi con 3474 iscritti. “Il nuovo programma triennale per la prima infanzia – spiega l’assessore Elisabetta Gualminisi propone di aumentare il numero dei bambini iscritti ai nidi e ai servizi educativi, attraverso la riduzione delle liste d’attesa e del costo delle rette. Continuiamo a lavorare, assieme al territorio per servizi educativi di qualità, dove ai bambini sia garantito il benessere e la possibilità di sviluppare al meglio le proprie capacità e potenzialità“.


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